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Fumo? No, grazie!

Il blog dei fumatori passivi arrabbiati

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52 buoni motivi per dire NO al fumo

di: Giacomo Mangiaracina www.gea2000.org

52 motivi per dire NO al Fumo
di Giacomo Mangiaracina
1. Il rischio di bronchiti e polmoniti nel primo anno di vita del bambino è raddoppiato se i genitori fumano.
2. Il fumo di sigaretta è la principale causa mondiale di tumore al polmone.
3. Il fumo uccide. Le sigarette sono come una pistola puntata addosso. E’ il tempo a premere il grilletto.
4. Il fumo di sigaretta impregna i vestiti, le tappezzerie, l’auto, la casa.
5. Una volta fumare era affascinante. Ora non più. In certi casi è volgare.
6. Chi non fuma ha una migliore efficienza sessuale in età matura.
7. I fumatori creano distanza tra loro e gli altri.
8. Chi succhia fumo da un cartoccetto di foglie secche trinciate, più che un “fumatore” sarebbe un “succhiatore di fumo”. E’ meno elegante.
9. Le cicche superano temperature di 800 gradi e bruciano in un attimo anche i vestiti.
10. L’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS ha classificato il fumo passivo come carcinogeno di classe 1, come l’amianto.
11. Se le 20 sigarette di un pacchetto si potessero fumare contemporaneamente, si avrebbe un avvelenamento acuto da nicotina.
12. Un fumatore su due raddoppia il rischio di decesso prima dei 65 anni.
13. “Il fumo uccide” è scritto sui pacchetti di sigarette. Ma quanti? Gli italiani uccisi dal tabacco sono più di 80.000. Ogni anno.
14. Il fumo è la prima causa evitabile di morte al mondo e il problema di sanità pubblica più importante del nostro tempo.
15. I fumatori ci costano quasi il 10% della spesa sanitaria pubblica per le patologie tabacco- correlate.
16. La nicotina induce forte dipendenza. Maggiore degli oppiacei (eroina).
17. Fumare riduce la capacità respiratoria e provoca il fiato corto.
18. Fumare non rilassa più di una buona lettura o di ascoltare musica.
19. Fumare non risolve alcun problema, semmai ne aggiunge un altro a quelli che già si avevano.
20. I genitori che fumano offrono ai figli un trenta per cento di probabilità in più di diventare a loro volta dipendenti dal tabacco.
21. Le patologie indotte dal fumo hanno un costo altissimo per la società, la persona, la famiglia e… i contribuenti.
22. Il tempo impiegato per fumare una sigaretta è l’equivalente del tempo sottratto alla vita: 5-6 minuti in meno.
23. Fumare rende più difficile nel tempo ogni attività fisica.
24. Il fumo irrita gli occhi, e inibisce l’olfatto e il gusto.
25. I distributori automatici di sigarette rendono facile l’accesso al tabacco ai giovani e vanno vietati.
26. Il fumo rende l’alito pesante. 27. I figli di madri fumatrici hanno basso peso alla nascita e sono più esposti a malattie respiratorie.
28. Fumare alla guida di autoveicoli attenta alla sicurezza stradale in misura maggiore rispetto all’uso del telefonino.
29. Gli incendi ai margini delle strade sono causati dalle cicche accese gettate dai finestrini delle auto in corsa da fumatori irresponsabili.
30. Non è vero che fumare rende più belli e interessanti. Semmai è sgradevole e discriminante.
31. Il condensato del fumo si appiccica alla tappezzeria dell’auto, ed emana odore sgradevole, difficile da eliminare.
32. La maggioranza delle persone ritiene che baciare un fumatore sia sgradevole.
33. Le avvertenze sul pacchetto purtroppo per chi fuma, sono vere.
34. Un fumatore che smette ritrova l’odorato e il gusto.
35. Un fumatore spende circa 50.000 euro in sigarette nel corso della vita. In periodo di crisi questo dato ha un particolare valore.
36. Chi fuma non vince. Perde.
37. I polmoni non sono catalitici.
38. Un fumatore di sigarette, in una vita, si fuma una quantità di carta pari ad un elenco telefonico di Roma.
39. Il condensato del fumo macchia i denti e favorisce il tartaro.
40. Il tabacco è radioattivo. Contiene polonio 210. Fumare 20 sigarette al giorno equivale, secondo una ricerca italiana, a fare 300 radiografie l’anno.
41. Le coltivazioni di tabacco vengono trattate con alte dosi di pesticidi e i controlli sono carenti perché non è un alimento.
42. Il tabacco è l’unico prodotto di libera vendita che uccide la metà dei suoi consumatori.
43. L’incremento dell’asma infantile è direttamente correlato al fumo dei genitori in casa e in auto.
44. Le ferite chirurgiche dei fumatori sottoposti ad interventi guariscono più lentamente e vanno incontro a maggiori complicazioni post operatorie.
45. Fumare a letto è la causa principale di incendi domestici, perciò alcuni stati usa hanno obbligato l’acquisto di sigarette fire-safe, che si spengono da sole dopo alcuni secondi.
46. I fumatori gravano moltissimo sulla spesa sanitaria e fanno andare in passivo i bilanci, anche per i danni all’ambiente.
47. Le piantagioni di tabacco hanno creato deforestazioni molto vaste specie nei paesi poveri incrementandone la povertà, come nel caso del Malawi.
48. Un mozzicone di sigaretta impiega almeno due anni per biodegradarsi nell’ambiente, ed è considerato rifiuto tossico ad ogni effetto.
49. Una sola sigaretta fumata in un ambiente chiuso produce una quantità di poveri fini (PM-10) quattro volte superiore a quella del peggiore inquinamento cittadino.
50. Un fumatore ha una riduzione media di ossigeno nel sangue, come se camminasse perennemente a 2000 metri di altitudine.
51. Succhiare fumo da un cartoccio di foglie secche trinciate è il peggio che si possa fare con la bocca.
52. Un ragazzo su tre che prova a fumare, viene agganciato dalla nicotina, diventa dipendente e fidelizzato a una marca di sigarette. Spenderà un patrimonio e vivrà 10 anni di meno. E’ una sporca storia.

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La legge sul fumo non viene rispettata

Un servizio al telegiornale odierno ha parlato delle trasgressioni alla legge sul divieto di fumo, che si concentrano specialmente nei luoghi di lavoro. Come luogo di lavoro, però, è stato indicato anche l’ospedale, e ci si chiede come mai, anche in un luogo preposto alla tutela della salute per eccellenza come quello, possano accadere episodi simili. Da qualche tempo, personalmente, avevo notato una recrudescenza di queste trasgressioni, riscontrate anche guardando la tv, soprattutto nei servizi giornalistici e nelle interviste che spesso vengono realizzate, a volte anche con telecamere nascoste, in luoghi nei quali vige il divieto. Nella maggior parte dei casi la sigaretta, fumata anche durante l’intervista, è spesso presente.
In uno di questi servizi si riprendeva proprio l’interno di un ospedale, e si vedeva in lontananza una saletta con delle persone, una delle quali, anche con il viso chiaramente oscurato per la privacy, appariva chiaramente intenta ad accendersi una sigaretta.
La legge sul divieto di fumare nei locali pubblici o privati aperti al pubblico è stata una grande conquista, ma viene puntualmente disattesa. E chi protesta non solo è etichettato come “rompiscatole”, ma in alcuni casi estremi addirittura allontanato (vedi recente episodio di licenziamento).
Ricorrere all’autorità giudiziaria per ogni trasgressione è davvero impensabile, e manca il senso di rispetto dell’altro fondamentale per il vivere civile.
I fumatori pensano di avere “il diritto” di fumare, ma non il “dovere” di rispettare la legge.
Frequenti anche le situazioni “border line”, nelle quali i fumatori fumano vicino alle finestre aperte, pensando così di non dare fastidio. Rimedi a volte peggiori del male, perchè le correnti d’aria generate dagli sbalzi termici favoriscono ancor di più il concentrarsi del fumo all’interno degli ambienti. Ma chi fuma non se ne accorge… non sente certo la “puzza” della propria sigaretta, o di sè stesso dopo aver fumato.
Episodi di tale genere ce ne sono quotidianamente ed in ogni dove. Negli uffici, nelle scuole, negli ospedali, praticamente ovunque. E se qualche non fumatore tenta di fare la “voce grossa” viene deriso, denigrato o, male che vada, ignorato.
Cosa si deve fare perchè questa legge venga rispettata???

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Una mostra per la Scienza di Rubick

di GIACOMO MANGIARACINA

Come la materia oscura dell’universo, c’è una Scienza che non si vede o non si capisce, che ogni giorno produce un flusso di dati continuo che inonda il pianeta, ma che non produce risultati in termini di benessere dell’umanità. Come se non ci fosse. Una prova della sua presenza c’e’. E’ data dai convegni che si susseguono senza sosta e dalle ricerche scientifiche che vengono pubblicate. Si ha l’impressione che vi sia una Scienza degli scienziati per gli scienziati. Ciò che arriva al popolo e’ un dato la cui importanza e’ proporzionale alla permeabilità delle convinzioni individuali e alla penetranza nella vita sociale modificandola in qualche modo. Nel 1992 scrissi al sociologo torinese Amedeo Cottino, che a quel tempo aveva realizzato uno splendido saggio sull’alcolismo dal titolo “L’ingannevole sponda”, proponendogli di realizzare uno studio ad impronta sociologica sul problema del tabacco. Rispose che la problematica tabagica era relegata al rango, per cosi’ dire, di “scienza minore” e che i suoi interessi professionali e di ricerca se ne discostavano. La delusione che ricevetti da quella risposta riaccese il mio interesse per la materia, e al tempo stesso la mia attenzione alla ricerca di nuovi significati della Scienza, una sorta di epistemologo per caso. Sono cosi’ arrivato a una “Scienza di Rubick” che descrivo nell’editoriale dell’ultimo numero di Tabaccologia (1), una scienza che si puo’ scomporre e ricomporre facendo combaciare vari aspetti tra loro. Trovare la soluzione e’ sempre un compito difficile e forse, ancora una volta, un adolescente potrebbe venire in soccorso delle nostre convizioni adulte, consolidare sull’errore fuorviante. Il pensatore e’ in qualche modo anche il mio mestiere, ne deriva la necessita’ del confronto delle idee e il modo per farlo in modo appropriato e’ la mostra congressuale. Al mio invito hanno risposto vari studiosi dell’ateneo romano della Sapienza e dell’universita’ di Firenze. Il convegno e’ fissato per il giorno 5 Novembre prossimo nella prestigiosa Sala Alessandrina dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria. La partecipazione e’ gratuita. Faccio appello alle coscienze non ancora intorpidite dalla routine professionale, medici, psicologi, infermieri, sociologi, insegnanti, studenti, docenti: aiutateci a far combaciare il colori della Scienza di Rubick! Programma: www.gea2000.org/convegni/EE_locandina.pdf

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Parole in … fumo!

da: Chietiscalo.it

E’ tanto difficile rispettare le norme e la buona educazione? Questo mi chiedo ogni volta che vado ad assistere al consiglio comunale.

Oggi è il 23 agosto, fa caldo, i condizionatori sono accesi, sia nella sala consiliare che nel corridoio. Un condizionatore è proprio vicino all’uscita di emergenza, quella che dà sulla scala antincendio, una portafinestra che questa estate ho trovato sempre aperta. All’interno della porta, proprio davanti, c’è un gettacarta-posacenere e poco più in là il cartello di “vietato fumare”.

Oggi la sala è piena, forse perchè la precedente seduta è andata “persa” per mancanza di numero legale. Il chiasso e il viavai sono di solito direttamente proporzionali alle presenze, ma oggi c’è una strana aria di tranquillità, almeno all’inizio della giornata, che si prevede lunga, a giudicare dai punti all’ordine del giorno.

La sala è fresca, il corridoio anche, la seduta comincia.

Comincia la discussione, prima un punto, poi un altro… qualcuno va “fuori tema”, ma tant’è, è la prassi….

Oggi è più fresco all’interno che fuori, e meno male, così le “eventuali” trasgressioni al divieto di fumo verranno sopperite dalla situazione climatica…

Infatti…

Ecco un paio di persone che fumano in corridoio, come al solito. Dentro, non fuori. Forse pensano che fumare vicino alla porta equivale a rispettare la legge… Ma sono lontani dalla porta, sono proprio sotto al cartello di divieto, non sanno leggere?

La porta è sempre aperta e l’aria fredda del condizionatore acceso per fortuna manda il fumo fuori, attirato dal calore esterno. E meno male che oggi è una bella giornata! Segue: ‘Parole in … fumo!’

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Viva lo Spot. E poi?

di GIACOMO MANGIARACINA

“Hai visto lo spot del Ministero? Quello con Pozzetto e i bambini contro il fumo?… Proprio caruccio”. In una Italia disposta a incassare tutto oltre al fiasco dei mondiali di calcio, uno spot puo’ bastare. A cosa? A convincere la gente che lo Stato protegga i giovanissimi dal consumo di tabacco e droghe. Qualcuno in Parlamento avra’ avuto legittimi sospetti e l’interrogazione e’ scattata. La risposta del sottosegretario alla salute Eugenia Roccella da cui prendo in prestito qualche stralcio:

“Nei messaggi contenuti negli spot si è voluta richiamare in modo chiaro l’attenzione sulle principali patologie correlate al fumo (tumore, infarto, arteriosclerosi, eccetera). Una delle motivazioni principali dell’iniziazione al fumo e del mantenimento di questa abitudine è, infatti, la mancata percezione del pericolo reale per la propria salute”.

Dunque le brutte malattie causate dal fumo servirebbero ad incrementare la “percezione del pericolo reale”. E come ne e’ stata valutata l’efficacia?

“L’efficacia di questa fase della campagna è stata valutata per mezzo di una ricerca realizzata dall’Istituto «Euromedia Research», che ha evidenziato la riuscita dell’iniziativa e il gradimento dell’attore prescelto come protagonista, soprattutto tra i giovanissimi”.

Proprio così. L’istituto «Euromedia Research» avrebbe evidenziato la riuscita dell’iniziativa e il gradimento dell’attore. Ma a noi interessa piu’ il “cosa succede” proiettando lo spot. Sembra non succeda nulla. Dallo spot pubblicato dallo stesso Ministero su Youtube non si vede in coda alcun richiamo tipo numero verde o email per valutarne l’impatto in termini di accessi ai servizi di prevenzione e trattamento. Ergo, la gente e i ragazzi guarderanno lo spot. E basta. Ma quanto e’ costata questa operazione?

“Questo Ministero ha inteso destinare per la campagna di comunicazione contro il fumo, realizzata nel corso dell’anno 2009, intitolata «Il fumo uccide: difenditi!», una somma pari a euro 1.350.000,00, ricorrendo a fondi destinati all’informazione istituzionale”.

Spendere un milione e mezzo di euro, prelevati da qualsiasi fondo dello stato, per non ottenere risultati, e’ un errore blu. E’ un punto a favore della vendita e del consumo. E’ l’iniziativa ideale delle compagnie e dei rivenditori del tabacco. Loro investono somme maggiori per “educare i minori” a non fumare e hanno pure finanziato il Moige per veicolare progetti inefficaci. E’ proprio la formula che inganna. Educare a “non fare” disorienta anche un cervello abbastanza evoluto. Ingannare poi i cittadini spacciando uno spot caruccio per una “campagna” e’ errore altrettanto grave. Sichia, nel 2004 spese 13 milioni di euro per l’unica campagna tabagismo che sia mai stata realizzata. Duro’ due anni, poi il silenzio, fino agli strilli di questi giorni. Lo abbiamo rievocato con la Lega contro i Tumori il 13 gennaio scorso in un convegno all’Accademia di Storia Sanitaria di Roma e pubblicato su “Tabaccologia”. Si capisce, la crisi c’è e si vede dalla manovra finanziaria che taglia pesantemente fondi proprio alla LILT, unico ente pubblico fortemente impegnato nelle azioni di contrasto al tabagismo. Avremmo preferito che quel miliardo e 350 milioni di euro fosse andato proprio alla LILT. Avrebbe frutatto di piu’.

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Il testo dell’interrogazione parlamentare:

www.camera.it/Camera/browse/453?shadow_organo_parlamentare=1505&bollet=_dati/leg16/lavori/bollet/201006/0617/html/12

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Roma

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Fumo in Comune.. o Comune in fumo?

Ridicola risposta di un consigliere “beccato” da una telecamera a fumare durante un Consiglio Comunale a Pescara (leggi qui). Bell’esempio per chi l’ha votato e per i cittadini che dovrebbe rappresentare!
Il problema fumo negli uffici pubblici viene troppo spesso sottovalutato, con la conseguenza che ormai nessuno ci fa più caso. Solo gli irriducibili della protesta provano qualche volta a farsi sentire, come è successo in questo caso nel quale le telecamere dei grillini pescaresi hanno evidenziato la situazione. Tempo fa anche la trasmissione Le Iene si era occupata del problema fumo, riprendendo in video  un consiglio (comunale o regionale, non ricordo), nel quale fumavano tranquillamente tra i banchi, addirittura spegnendo le cicche sui tavoli! E anche in quel caso gli intervistati negavano spudoratamente l’evidenza!
Sarà l’eccezione o la regola? Non è dato saperlo, perchè anche se in teoria le sedute consiliari sono pubbliche, in realtà in molti casi non è permesso ai comuni cittadini accedervi con telecamere o altri strumenti di registrazione. Registrare la puzza non è possibile, ma la persona che fuma trasgredendo la legge possiamo riprenderla?
Privacy contro “diritto/dovere di cronaca”: chi vince? E si può parlare di privacy in un ufficio pubblico? E in una sala consiliare?
Per non parlare degli uffici interni, quelli sempre pubblici ma non aperti al pubblico, e non parliamo degli uffici privati!!! La legge c’è…. quando finalmente verrà rispettata??

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