Fumo? No, grazie!
Il blog dei fumatori passivi

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Napolitano: lotta al fumo tra le grandi priorità
di GIACOMO MANGIARACINA
Parole chiare e inequivocabili quelle del Presidente Giorgio Napolitano al Ministro della Salute Fazio in occasione della Giornata mondiale senza tabacco. La comunicazione e’ stata inviata anche alla Società Italiana di Tabaccologia, a seguito di una lettera inviata giorni fa al Presidente a firma di Tinghino, presidente SITAB, e Mangiaracina, direttore della rivista, nella quale espressamente si chiedeva al Capo dello Stato di dare un messaggio deciso alla nazione sul problema del tabacco. Il messaggio e’ arrivato e colpisce per i suoi contenuti che non lasciano dubbi:
“Convergenti iniziative inducono a una attenta analisi dei danni indotti dall’abitudine al fumo e alla necessaria riflessione sulla migliore strategia da seguire per contrastare gli evidenti rischi, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni.
Gli interventi di prevenzione, la ricerca e gli insegnamenti per elevare la qualità degli ambienti di vita e di lavoro, hanno già prodotto importanti e positivi risultati. Sappiamo, però, che una azione di contrasto fondata unicamente sui divieti non basta. E i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità, che evidenziano i rischi di cancro e di malattie cardiovascolari e respiratorie provocati dal tabagismo, richiamano l’esigneza di associare alla azione di contrasto anche una più diffusa cultura della prevenzione, dell’assistenza a quanti provano a liberarsi dalla dipendenza dal fumo e della promozione di mirate campagne informative, soprattutto nerlla scuola, perché i giovani non comincino nemmeno.
Tutte le iniziative che muovono in questa direzione richiamano le istitutzioni a porre la lotta al fumo tra le grandi priorità delle politiche della salute” – Giorgio Napolitano
I concetti di fondo espressi dal Presidente Napolitano inquadrano bene il problema:
1. una azione di contrasto fondata unicamente sui divieti non basta. E’ la conclusione a cui pervieniamo in tanti, compreso lo stesso Sirchia, autore della norma antifumo che ha fatto bene al Paese. Le norme vanno integrate con azioni di contrasto efficaci.
2. assistenza a quanti provano a liberarsi dalla dipendenza dal fumo. La creazione di servizi territoriali per la cura del tabagismo e’ una politica che portiamo avanti da anni, chiedendo a gran voce l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (LEA) e l’erogazione gratuita o regolamentata dei farmaci per la cura del tabagismo.
3. promozione di mirate campagne informative. Soprattutto nella scuola, dice il Presidente, ma noi aggiungiamo anche nei luoghi di lavoro e negli ambulatori dei medici di medicina generale. Le campagne pero’ vanno fatte con investimento in adeguate risorse economiche e competenze.
4. porre la lotta al fumo tra le grandi priorità delle politiche della salute. Si tratta del passaggio piu’ forte e rappresentativo di tutto il messaggio. Se la lotta al fumo viene considerata tra le grandi priorità delle politiche della salute vuol dire che si e’ ben compresa la magnitudo del problema e di conseguenza la mancanza di interventi efficaci e proporzionati alla gravità del problema inchioda il governo e le istituzioni alle loro responsabilità.
Fonte: GEAnews
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Cina e Salute
di GIACOMO MANGIARACINA
Era il 2007 quando una delegazione di medici cinesi venne in Italia ad incontrare gli esperti della LILT, al Ministero della salute (www.gea2000.org/immagini/Italy-China.jpg), per uno scambio di conoscenze e di esperienze sui grandi temi della prevenzione oncologica. Rappresentavano la Chinese Anti Cancer Association il cui acronimo agli italiani fa tanto ridere ma ai cinesi piace, e va rigorosamente pronunciato “siei siei”. A me venne affidato il compito di trattare la prevenzione del tumore polmonare, in vertiginosa crescita in Cina in entrambi i sessi. Nel resto del mondo e in Italia preoccupa l’aumento di incidenza nelle donne dal 1930 ad oggi senza che alcuno si scandalizzi. Dopo avere evidenziato l’inconsitenza delle azioni di prevenzione a questo riguardo permettendo che negli USA il tumore polmonare nelle donne superasse quello della mammella (in Italia ancora no, ma ci stiamo avvicinando a questo vergognoso traguardo), le soluzioni si incentravano completamente sulle strategie di controllo del tabacco essendo questa la quasi unica correlazione causale. Tre gli orientamenti sostanziali a questo riguardo: 1) creare competenze e servizi territoriali per il trattamento della dipendenza da Fumo; 2) sviluppare azioni di prevenzione efficaci attraverso campagne dirette ai giovani e alla popolazione generale; 3) attuare disposizioni legislative a tutela dei non fumatori (divieto di fumare nei luoghi di lavoro e di svago). Due cose mi colpirono in quella occasione: la giovane età di alcuni direttori di istituzioni e l’attenzione che ponevano alle relazioni che venivano tradotte simultaneamente dall’italiano al cinese. Mai uno sbadiglio. Ebbi l’impressione che stessero prendendo molto seriamente quella opportunità che stavano vivendo. Da allora seguo lo scenario cinese, primo paese al mondo per numero di fumatori, consumo e produzione di tabacco, dove il tabagismo e’ piaga sociale di proporzioni colossali. Le loro politiche della salute a riguardo si sono evolute per gradi ma in tempi ravvicinati. Alcune grandi città come Tianjing e Pechino, già l’anno successivo al nostro incontro, emanavano divieti di fumare nei luoghi pubblici. Seguirono l’esempio altre città immediatamente dopo. Ora l’intera Cina è pronta a varare una legge nazionale che avrà un impatto su quasi un miliardo e mezzo di persone. Comincio a ritenere possibile, fino a prova contraria, che delegazioni di operatori italiani possano andare ad attingere esperienze cinesi in materia di competenze e determninazione nella tutela della salute pubblica.
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www.legatumori.it/new_pp.php?id=513&area=1005
www.gaianews.it/salute/anche-la-cina-vuole-vietare-fumo-nei-locali-pubblici/id=8996
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10 Gennaio. Giornata Nazionale per il Diritti dei Non fumatori
La Scuola sia Garante del Diritto alla Salute
Il 10 gennaio di ogni anno si celebra la Giornata Nazionale per i Diritti dei Non fumatori, indetta nel 2001 dall’ICAT, International Coalition Against Tobacco (www.gea2000.org/icat) a cui hanno adedrito 64 organizzazioni tra cui la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.
La Giornata promuove la prevenzione, a tutela dei primi “Nonfumatori” in assoluto, bambini e adolescenti e pertanto coincide con la ricorrenza della entrata in vigore dell’art. 51 della Legge 3/2003 sulla PA, conosciuta come “Legge Antifumo” o “Legge Sirchia”, a tutela dei non fumatori.
Il presidente e promotore della Giornata, il prof. Giacomo Mangiaracina, docente alla 2° facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza di Roma, così commenta: “Anche se la prima promozione del consumo di tabacco avviene in famiglia, la scuola rimane il luogo dove la salute dev’essere comunque garantita, promossa e persino insegnata”. Ed auspica che il divieto di fumare venga esteso presto in tutta l’area scolastica, persino negli spazi aperti di pertinenza della scuola.
La Società Italiana di Tabaccologia (www.tabaccologia.org) e l’Agenzia Nazionale per la Prevenzione (www.prevenzione.info), per l’occasione, hanno messo a disposizione delle scuole un servizio gratuito di consulenza e informazione sulle progettualità in materia di tabagismo e di promozione della salute: info-mail: ufficioprogetti.sitab@gmail.com, info-line: 348.8433378 (ore 9-12 e 16-18 Lun-Ven).
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www.geanews.it
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52 buoni motivi per dire NO al fumo
di: Giacomo Mangiaracina www.gea2000.org
52 motivi per dire NO al Fumo
di Giacomo Mangiaracina
1. Il rischio di bronchiti e polmoniti nel primo anno di vita del bambino è raddoppiato se i genitori fumano.
2. Il fumo di sigaretta è la principale causa mondiale di tumore al polmone.
3. Il fumo uccide. Le sigarette sono come una pistola puntata addosso. E’ il tempo a premere il grilletto.
4. Il fumo di sigaretta impregna i vestiti, le tappezzerie, l’auto, la casa.
5. Una volta fumare era affascinante. Ora non più. In certi casi è volgare.
6. Chi non fuma ha una migliore efficienza sessuale in età matura.
7. I fumatori creano distanza tra loro e gli altri.
8. Chi succhia fumo da un cartoccetto di foglie secche trinciate, più che un “fumatore” sarebbe un “succhiatore di fumo”. E’ meno elegante.
9. Le cicche superano temperature di 800 gradi e bruciano in un attimo anche i vestiti.
10. L’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS ha classificato il fumo passivo come carcinogeno di classe 1, come l’amianto.
11. Se le 20 sigarette di un pacchetto si potessero fumare contemporaneamente, si avrebbe un avvelenamento acuto da nicotina.
12. Un fumatore su due raddoppia il rischio di decesso prima dei 65 anni.
13. “Il fumo uccide” è scritto sui pacchetti di sigarette. Ma quanti? Gli italiani uccisi dal tabacco sono più di 80.000. Ogni anno.
14. Il fumo è la prima causa evitabile di morte al mondo e il problema di sanità pubblica più importante del nostro tempo.
15. I fumatori ci costano quasi il 10% della spesa sanitaria pubblica per le patologie tabacco- correlate.
16. La nicotina induce forte dipendenza. Maggiore degli oppiacei (eroina).
17. Fumare riduce la capacità respiratoria e provoca il fiato corto.
18. Fumare non rilassa più di una buona lettura o di ascoltare musica.
19. Fumare non risolve alcun problema, semmai ne aggiunge un altro a quelli che già si avevano.
20. I genitori che fumano offrono ai figli un trenta per cento di probabilità in più di diventare a loro volta dipendenti dal tabacco.
21. Le patologie indotte dal fumo hanno un costo altissimo per la società, la persona, la famiglia e… i contribuenti.
22. Il tempo impiegato per fumare una sigaretta è l’equivalente del tempo sottratto alla vita: 5-6 minuti in meno.
23. Fumare rende più difficile nel tempo ogni attività fisica.
24. Il fumo irrita gli occhi, e inibisce l’olfatto e il gusto.
25. I distributori automatici di sigarette rendono facile l’accesso al tabacco ai giovani e vanno vietati.
26. Il fumo rende l’alito pesante. 27. I figli di madri fumatrici hanno basso peso alla nascita e sono più esposti a malattie respiratorie.
28. Fumare alla guida di autoveicoli attenta alla sicurezza stradale in misura maggiore rispetto all’uso del telefonino.
29. Gli incendi ai margini delle strade sono causati dalle cicche accese gettate dai finestrini delle auto in corsa da fumatori irresponsabili.
30. Non è vero che fumare rende più belli e interessanti. Semmai è sgradevole e discriminante.
31. Il condensato del fumo si appiccica alla tappezzeria dell’auto, ed emana odore sgradevole, difficile da eliminare.
32. La maggioranza delle persone ritiene che baciare un fumatore sia sgradevole.
33. Le avvertenze sul pacchetto purtroppo per chi fuma, sono vere.
34. Un fumatore che smette ritrova l’odorato e il gusto.
35. Un fumatore spende circa 50.000 euro in sigarette nel corso della vita. In periodo di crisi questo dato ha un particolare valore.
36. Chi fuma non vince. Perde.
37. I polmoni non sono catalitici.
38. Un fumatore di sigarette, in una vita, si fuma una quantità di carta pari ad un elenco telefonico di Roma.
39. Il condensato del fumo macchia i denti e favorisce il tartaro.
40. Il tabacco è radioattivo. Contiene polonio 210. Fumare 20 sigarette al giorno equivale, secondo una ricerca italiana, a fare 300 radiografie l’anno.
41. Le coltivazioni di tabacco vengono trattate con alte dosi di pesticidi e i controlli sono carenti perché non è un alimento.
42. Il tabacco è l’unico prodotto di libera vendita che uccide la metà dei suoi consumatori.
43. L’incremento dell’asma infantile è direttamente correlato al fumo dei genitori in casa e in auto.
44. Le ferite chirurgiche dei fumatori sottoposti ad interventi guariscono più lentamente e vanno incontro a maggiori complicazioni post operatorie.
45. Fumare a letto è la causa principale di incendi domestici, perciò alcuni stati usa hanno obbligato l’acquisto di sigarette fire-safe, che si spengono da sole dopo alcuni secondi.
46. I fumatori gravano moltissimo sulla spesa sanitaria e fanno andare in passivo i bilanci, anche per i danni all’ambiente.
47. Le piantagioni di tabacco hanno creato deforestazioni molto vaste specie nei paesi poveri incrementandone la povertà, come nel caso del Malawi.
48. Un mozzicone di sigaretta impiega almeno due anni per biodegradarsi nell’ambiente, ed è considerato rifiuto tossico ad ogni effetto.
49. Una sola sigaretta fumata in un ambiente chiuso produce una quantità di poveri fini (PM-10) quattro volte superiore a quella del peggiore inquinamento cittadino.
50. Un fumatore ha una riduzione media di ossigeno nel sangue, come se camminasse perennemente a 2000 metri di altitudine.
51. Succhiare fumo da un cartoccio di foglie secche trinciate è il peggio che si possa fare con la bocca.
52. Un ragazzo su tre che prova a fumare, viene agganciato dalla nicotina, diventa dipendente e fidelizzato a una marca di sigarette. Spenderà un patrimonio e vivrà 10 anni di meno. E’ una sporca storia.
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Viva lo Spot. E poi?
di GIACOMO MANGIARACINA
“Nei messaggi contenuti negli spot si è voluta richiamare in modo chiaro l’attenzione sulle principali patologie correlate al fumo (tumore, infarto, arteriosclerosi, eccetera). Una delle motivazioni principali dell’iniziazione al fumo e del mantenimento di questa abitudine è, infatti, la mancata percezione del pericolo reale per la propria salute”.
Dunque le brutte malattie causate dal fumo servirebbero ad incrementare la “percezione del pericolo reale”. E come ne e’ stata valutata l’efficacia?
“L’efficacia di questa fase della campagna è stata valutata per mezzo di una ricerca realizzata dall’Istituto «Euromedia Research», che ha evidenziato la riuscita dell’iniziativa e il gradimento dell’attore prescelto come protagonista, soprattutto tra i giovanissimi”.
Proprio così. L’istituto «Euromedia Research» avrebbe evidenziato la riuscita dell’iniziativa e il gradimento dell’attore. Ma a noi interessa piu’ il “cosa succede” proiettando lo spot. Sembra non succeda nulla. Dallo spot pubblicato dallo stesso Ministero su Youtube non si vede in coda alcun richiamo tipo numero verde o email per valutarne l’impatto in termini di accessi ai servizi di prevenzione e trattamento. Ergo, la gente e i ragazzi guarderanno lo spot. E basta. Ma quanto e’ costata questa operazione?
“Questo Ministero ha inteso destinare per la campagna di comunicazione contro il fumo, realizzata nel corso dell’anno 2009, intitolata «Il fumo uccide: difenditi!», una somma pari a euro 1.350.000,00, ricorrendo a fondi destinati all’informazione istituzionale”.
Spendere un milione e mezzo di euro, prelevati da qualsiasi fondo dello stato, per non ottenere risultati, e’ un errore blu. E’ un punto a favore della vendita e del consumo. E’ l’iniziativa ideale delle compagnie e dei rivenditori del tabacco. Loro investono somme maggiori per “educare i minori” a non fumare e hanno pure finanziato il Moige per veicolare progetti inefficaci. E’ proprio la formula che inganna. Educare a “non fare” disorienta anche un cervello abbastanza evoluto. Ingannare poi i cittadini spacciando uno spot caruccio per una “campagna” e’ errore altrettanto grave. Sichia, nel 2004 spese 13 milioni di euro per l’unica campagna tabagismo che sia mai stata realizzata. Duro’ due anni, poi il silenzio, fino agli strilli di questi giorni. Lo abbiamo rievocato con la Lega contro i Tumori il 13 gennaio scorso in un convegno all’Accademia di Storia Sanitaria di Roma e pubblicato su “Tabaccologia”. Si capisce, la crisi c’è e si vede dalla manovra finanziaria che taglia pesantemente fondi proprio alla LILT, unico ente pubblico fortemente impegnato nelle azioni di contrasto al tabagismo. Avremmo preferito che quel miliardo e 350 milioni di euro fosse andato proprio alla LILT. Avrebbe frutatto di piu’.
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Il testo dell’interrogazione parlamentare:
Roma
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Come abbattere i costi della spesa sanitaria di 3 miliardi di euro
da: geanews (www.gea2000.org)
La proposta della Società Italiana di Tabaccologia emersa nell’ultimo congresso. Il presidente Tinghino: “Calcoliamo facilmente il guadagno dello Stato per ogni fumatore che smette”.
Nuovi dati sul tabagismo in Italia sono emersi dal convegno, organizzato dalla Società Italiana di Tabaccologia (SITAB), che si è tenuto a Bologna, il 25 e 26 maggio appena trascorso. Ne è derivata la proposta di concentrare gli sforzi nel trattamento del tabagismo per abbattere i costi della sanità italiana e ridurre l’impatto della manovra finanziaria.
E’ il medesimo messaggio che il presidente Biagio Tinghino rilancerà a Roma il 31 maggio, al convegno nazionale organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità.
Il costo stimato dei danni da sigaretta è più di 6 miliardi di euro l’anno. Si tratta del 6,7% della spesa sanitaria, e circa il 7% del PIL. Ecco i calcoli: Segue: ‘Come abbattere i costi della spesa sanitaria di 3 miliardi di euro’
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