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Fumo? No, grazie!

Il blog dei fumatori passivi arrabbiati

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Una mostra per la Scienza di Rubick

di GIACOMO MANGIARACINA

Come la materia oscura dell’universo, c’è una Scienza che non si vede o non si capisce, che ogni giorno produce un flusso di dati continuo che inonda il pianeta, ma che non produce risultati in termini di benessere dell’umanità. Come se non ci fosse. Una prova della sua presenza c’e’. E’ data dai convegni che si susseguono senza sosta e dalle ricerche scientifiche che vengono pubblicate. Si ha l’impressione che vi sia una Scienza degli scienziati per gli scienziati. Ciò che arriva al popolo e’ un dato la cui importanza e’ proporzionale alla permeabilità delle convinzioni individuali e alla penetranza nella vita sociale modificandola in qualche modo. Nel 1992 scrissi al sociologo torinese Amedeo Cottino, che a quel tempo aveva realizzato uno splendido saggio sull’alcolismo dal titolo “L’ingannevole sponda”, proponendogli di realizzare uno studio ad impronta sociologica sul problema del tabacco. Rispose che la problematica tabagica era relegata al rango, per cosi’ dire, di “scienza minore” e che i suoi interessi professionali e di ricerca se ne discostavano. La delusione che ricevetti da quella risposta riaccese il mio interesse per la materia, e al tempo stesso la mia attenzione alla ricerca di nuovi significati della Scienza, una sorta di epistemologo per caso. Sono cosi’ arrivato a una “Scienza di Rubick” che descrivo nell’editoriale dell’ultimo numero di Tabaccologia (1), una scienza che si puo’ scomporre e ricomporre facendo combaciare vari aspetti tra loro. Trovare la soluzione e’ sempre un compito difficile e forse, ancora una volta, un adolescente potrebbe venire in soccorso delle nostre convizioni adulte, consolidare sull’errore fuorviante. Il pensatore e’ in qualche modo anche il mio mestiere, ne deriva la necessita’ del confronto delle idee e il modo per farlo in modo appropriato e’ la mostra congressuale. Al mio invito hanno risposto vari studiosi dell’ateneo romano della Sapienza e dell’universita’ di Firenze. Il convegno e’ fissato per il giorno 5 Novembre prossimo nella prestigiosa Sala Alessandrina dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria. La partecipazione e’ gratuita. Faccio appello alle coscienze non ancora intorpidite dalla routine professionale, medici, psicologi, infermieri, sociologi, insegnanti, studenti, docenti: aiutateci a far combaciare il colori della Scienza di Rubick! Programma: www.gea2000.org/convegni/EE_locandina.pdf

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Formazione Sitab a settembre con la Cattolica

Da: Tabagismo & PFC

I servizi italiani per la cura della dipenza da tabacco noti come Centri per il Trattamento del Tabagismo (CTT), sono circa 370. Di questi, 280 fanno parte del Sistema Sanitario Nazionale.

I modelli di intervento adottati sono basati su trattamenti integrati: couseling e farmaci, tra cui alcuni recenti e molto efficaci. I trattamenti di gruppo del tabagismo in Italia si basano su esperienze diverse, ma molto consolidate.

I dati di letteratura confermano l’alta efficacia di questo approccio, ma sono ancora insoddisfacenti le competenze degli operatori in questo particolare campo terapeutico. Insomma, e’ piu’ agevole per un medico il rapporto interpersonale col paziente, che affrontare un gruppo di fumatori. Di contro, lo psicologo si deve cimentare con un approccio terapeutico sensibilmente diverso rispetto alla psicoterapia di gruppo. Perche’ trattare un gruppo di fumatori non e’ affatto psicoterapia. Percio’ la formazione nel campo si rende necessaria per consolidare la preparazione degli operatori del CTT.

La Società Italiana di Tabaccologia, in collaborazione con L’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma, la Società di Psichiatria, Ecologia e Salute Mentale e il  centro Studi “La Fenice” si propone di colmare tale lacuna fra medici, psicologi e operatori della salute piu’ in generale. L’obiettivo e’ quello di fornire competenze di base a chi vuole iniziare a condurre gruppi, attraverso un percorso esperienziale fatto di roleplayng,  lavori di gruppo, confronto con conduttori esperti. Il livello della didattica, l’esperienza dei docenti e le loro provenienze permetteranno il contatto con modelli diversi e una panoramica ampia degli approcci possibili, tra i quali ciascun operatore sarà aiutato ad avvicinarsi a quelli più confacenti al proprio stile e alle proprie risorse.

Il corso proseguirà con momenti decentrati di supervisione da parte dei docenti, cosa che permetterà il consolidamento di esperienze sul campo e la promozione di iniziative cliniche nella conduzione dei gruppi. Inusuale ma accattiivante la sede, Bardineto, nell’entroterra Ligure fra Albenga e Finale Ligure, un luogo che fara’ parlare di se’ in tema di trattamento del Tabagismo.

L’iscrizione al corso va effettuata entro il 30 settembre 2010.

Scarica il programma: http://www.gea2000.org/documenti/pdf/corso_group_trainer.pdf

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Pacchetto Criminale

di Giacomo Mangiaracina
Si chiamano “MS Bianche” le nuove “leggere” di casa nostra. Si fa per dire, visto che e’ il mondo ha bandito la propaganda mendace delle sigarette “light” spacciate per meno dannose. Le MS, come le altre marche, parlano l’inglese della British American Tobacco, che con la Philip Morris controlla praticamente tutto il mercato del tabacco italiano. Sembra made in Italy la trovata delle “Bianche”. Un pacchetto nuovo e sconvolgente nel suo insieme. Si avverte la classe degli esperti del marketing e di fior di psicologi. La genialita’ sta nella presentazione e nel contenuto. L’involucro rassicura subito i coltivatori piu’ che i consumatori con la dicitura “prodotto in Italia con tabacchi selezionati”, attrae col suo candore e invita pure a giocare. La trovata dell’immagine stilizzata delle due dita incrociate e’ la giusta anticamera che da’ valore al contenuto: una specie di bugiardino bianco e azzurro, non come quello che la Philip Morris aveva introdotto alcuni anni fa in via sperimentale e che nuove norme governative vorrebbero reintrodurre, con l’elenco delle principali sostanze pericolose del fumo di tabacco. Il bugiardino MS non ha nulla a che vedere con tutto questo. E’ uno strumento di dialogo con il consumatore, un invito a considerare i 10 gesti piu’ rinomati della gestualita’ che ci ha reso famosi nel mondo. Carini al punto che verrebbe voglia di collezionarli come figurine della Panini. All’occhio del consumatore potra’ apparire una simpatica curiosita’, ai nostri appare una spudorata pubblicita’ ben studiata per riaffermare la sigaretta come strumento di comunicazione. Da sempre una sigaretta fra le dita parla. Dal segno di distinzione e di seduzione, all’ostentazione fallica, c’e’ tutto un mondo dentro, costruito ad arte, che noi esperti sappiamo leggere e disarticolare nei significati elementari. Anche la scritta voluta dalla Federazione Italiana Tabaccai, “I minori non devono fumare”, e’ un vero e proprio incentivo per chi desidera affrancarsi dalla condizione di “minore”. Perche’ gli “adulti” possono. Insomma prima ancora del danno alla salute e alla vita causato delle sigarette, va considerato il danno causato dallo stesso pacchetto, che si autopromuove spudoratamente e promuove il fumare. C’e’ materia per intervenire. I consumatori protestino e le autorita’ agiscano.
Fai un tour intorno al nuovo pacchetto: http://www.gea2000.org/ms.htm

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Viva lo Spot. E poi?

di GIACOMO MANGIARACINA

“Hai visto lo spot del Ministero? Quello con Pozzetto e i bambini contro il fumo?… Proprio caruccio”. In una Italia disposta a incassare tutto oltre al fiasco dei mondiali di calcio, uno spot puo’ bastare. A cosa? A convincere la gente che lo Stato protegga i giovanissimi dal consumo di tabacco e droghe. Qualcuno in Parlamento avra’ avuto legittimi sospetti e l’interrogazione e’ scattata. La risposta del sottosegretario alla salute Eugenia Roccella da cui prendo in prestito qualche stralcio:

“Nei messaggi contenuti negli spot si è voluta richiamare in modo chiaro l’attenzione sulle principali patologie correlate al fumo (tumore, infarto, arteriosclerosi, eccetera). Una delle motivazioni principali dell’iniziazione al fumo e del mantenimento di questa abitudine è, infatti, la mancata percezione del pericolo reale per la propria salute”.

Dunque le brutte malattie causate dal fumo servirebbero ad incrementare la “percezione del pericolo reale”. E come ne e’ stata valutata l’efficacia?

“L’efficacia di questa fase della campagna è stata valutata per mezzo di una ricerca realizzata dall’Istituto «Euromedia Research», che ha evidenziato la riuscita dell’iniziativa e il gradimento dell’attore prescelto come protagonista, soprattutto tra i giovanissimi”.

Proprio così. L’istituto «Euromedia Research» avrebbe evidenziato la riuscita dell’iniziativa e il gradimento dell’attore. Ma a noi interessa piu’ il “cosa succede” proiettando lo spot. Sembra non succeda nulla. Dallo spot pubblicato dallo stesso Ministero su Youtube non si vede in coda alcun richiamo tipo numero verde o email per valutarne l’impatto in termini di accessi ai servizi di prevenzione e trattamento. Ergo, la gente e i ragazzi guarderanno lo spot. E basta. Ma quanto e’ costata questa operazione?

“Questo Ministero ha inteso destinare per la campagna di comunicazione contro il fumo, realizzata nel corso dell’anno 2009, intitolata «Il fumo uccide: difenditi!», una somma pari a euro 1.350.000,00, ricorrendo a fondi destinati all’informazione istituzionale”.

Spendere un milione e mezzo di euro, prelevati da qualsiasi fondo dello stato, per non ottenere risultati, e’ un errore blu. E’ un punto a favore della vendita e del consumo. E’ l’iniziativa ideale delle compagnie e dei rivenditori del tabacco. Loro investono somme maggiori per “educare i minori” a non fumare e hanno pure finanziato il Moige per veicolare progetti inefficaci. E’ proprio la formula che inganna. Educare a “non fare” disorienta anche un cervello abbastanza evoluto. Ingannare poi i cittadini spacciando uno spot caruccio per una “campagna” e’ errore altrettanto grave. Sichia, nel 2004 spese 13 milioni di euro per l’unica campagna tabagismo che sia mai stata realizzata. Duro’ due anni, poi il silenzio, fino agli strilli di questi giorni. Lo abbiamo rievocato con la Lega contro i Tumori il 13 gennaio scorso in un convegno all’Accademia di Storia Sanitaria di Roma e pubblicato su “Tabaccologia”. Si capisce, la crisi c’è e si vede dalla manovra finanziaria che taglia pesantemente fondi proprio alla LILT, unico ente pubblico fortemente impegnato nelle azioni di contrasto al tabagismo. Avremmo preferito che quel miliardo e 350 milioni di euro fosse andato proprio alla LILT. Avrebbe frutatto di piu’.

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Il testo dell’interrogazione parlamentare:

www.camera.it/Camera/browse/453?shadow_organo_parlamentare=1505&bollet=_dati/leg16/lavori/bollet/201006/0617/html/12

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Roma

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Perchè smettere di fumare: slideshow

Perché smettere di fumare

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(slideshow suggerito da Bruno Dore)

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Il ritorno di Bacco e Tabacco. E Venere?

di: Giacomo Mangiaracina (www.gea2000.org)
Quando anche Venere faceva parte del gruppo, era la trimurti che riduceva gli uomini in cenere. L’antico adagio della scuola salernitana era l’avvertenza, la “scritta sul pacchetto” che ha troneggiato per secoli al pari de “il fumo uccide”. Poi ha subito modifiche. L’affermazione della sessualità femminile e della dignita’ stessa della donna, col mutare dei tempi, aveva fatto sparire “Venere” fino all’avvento dell’Aids, da quando “preservativo” e’ diventato la parola d’ordine per un sesso consapevole e intelligente. “Far bene l’amore fa bene all’amore” e’ stato il grido di battaglia (e anche un ottimo strillo pubblicitario) che ha convinto una fetta di popolazione a tutelarsi. Emblematica la svolta del prof. Domenico Enea, docente di Ginecologia della Sapienza di Roma, che nel 2000, dopo un nostro incontro, decide di cambiare interesse professionale dedicandosi alla lotta al Tabacco. “Trovo piu’ produttivo aiutare un fumatore a smettere, regalandogli tanta salute e denaro, che curare una cervico-vaginite” e’ il suo ragionato cavallo di battaglia. Dal 2001 dirige il centro “Policlinico senza fumo”, uno dei primi in Italia e tra i piu’ attivi, con liste di attesa di fumatori che desiderano provarci. Dopo migliaia di tabagisti trattati, con risultati tra i migliori in assoluto, un nuovo giro di boa. Il servizio tabagismo di Enea si unisce al centro regionale di riferimento alcologico del Policlinico Umbero I, diretto dal prof. Mauro Ceccanti. Alla rete si lega anche l’unità di Tabaccologia (www.unitab.it) della Sapienza, diretta dalla prof. Maria Sofia Cattaruzza, e il cerchio si chiude. Il segnale e’ forte e chiaro. Bacco e Tabacco tornano a fare strage di umani: 110 mila decessi / anno solo in Italia. Gli esperti sono perennemente sul piede di guerra. Una loro peculiarita’ di azione e’ la guerriglia. Piombano nei congressi e gettano la verita’ in faccia a tutti. Lo rifacciamo il 24 giugno al SANIT, al Palazzo dei congressi dell’Eur, in un convegno che esplora soluzioni concrete per tutelare i nostri figli dalle droghe a portata di mano sin dalla nascita: alcol e tabacco. Prima a casa, poi a scuola, poi dappertutto. Se la prevenzione e’ in qualche modo garanzia per il cittadino, questo e’ il banco di prova. E Venere? Per il momento ci basta miss mondo, Valeria Altobelli, madrina del convegno.
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Programma: http://www.gea2000.org/convegni/sanit2010.jpg
Luogo: Palazzo dei Congressi Eur – Sala Conferenze
Data: Giovedì 24 giugno 2010, ore 10-13 – Ingresso Libero.
Registrazione obbligatoria: www.sanit.org.
Iscrizione obbligatoria al convegno: http://intranet.sanit.org/VisualizzaProgramma.aspx?prov=u&id=18&idc=23

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