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Fumo? No, grazie!

Il blog dei fumatori passivi

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Ricapitolando…

La legge contro il fumo (L. 3 del 16/01/2003) è stata applicata dal 2005, dopo la Dopo la pubblicazione della circolare ministeriale e dell’accordo siglato dalla conferenza Stato-Regioni.

Il Ministero della Salute ha dedicato una sezione del suo sito istituzionale a questa legge, con le FAQ (risposte alle domande più frequenti) dedicate all’argomento.

Il quadro normativo comincia dal lontano 1975, con la Legge n. 584 ed un lungo percorso ha portato alla normativa vigente.

La base della normativa è la tutela dal fumo passivo.

Numerosi studi sono stati effettuati su questo argomento, insieme a tante campagne di sensibilizzazione e di informazione sulla legge e sul fumo passivo in generale.

Tanto insomma è stato fatto, ma… purtroppo, tanto ancora c’è da fare!

Nonostante le conseguenze giuridiche del fumo passivo, in tanti luoghi ancora si fuma, più o meno liberamente, più o meno “di nascosto”. E la legge?

La legge c’è, sta lì, insieme alla cartellonistica obbligatoria e a tutte le incombenze burocratiche che prevede.

E la realtà?

La realtà è ben altro, purtroppo.

Gente che fuma negli uffici, nelle scuole, e anche negli ospedali!

E chi DEVE vigilare? Spesso è il primo che fuma…

Allora come si fa?

Si fa finta di niente?

Si denuncia? E a chi?

Insomma… la legge c’è… sta lì… in bella mostra… e basta!

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La legge sul fumo non viene rispettata

Un servizio al telegiornale odierno ha parlato delle trasgressioni alla legge sul divieto di fumo, che si concentrano specialmente nei luoghi di lavoro. Come luogo di lavoro, però, è stato indicato anche l’ospedale, e ci si chiede come mai, anche in un luogo preposto alla tutela della salute per eccellenza come quello, possano accadere episodi simili. Da qualche tempo, personalmente, avevo notato una recrudescenza di queste trasgressioni, riscontrate anche guardando la tv, soprattutto nei servizi giornalistici e nelle interviste che spesso vengono realizzate, a volte anche con telecamere nascoste, in luoghi nei quali vige il divieto. Nella maggior parte dei casi la sigaretta, fumata anche durante l’intervista, è spesso presente.
In uno di questi servizi si riprendeva proprio l’interno di un ospedale, e si vedeva in lontananza una saletta con delle persone, una delle quali, anche con il viso chiaramente oscurato per la privacy, appariva chiaramente intenta ad accendersi una sigaretta.
La legge sul divieto di fumare nei locali pubblici o privati aperti al pubblico è stata una grande conquista, ma viene puntualmente disattesa. E chi protesta non solo è etichettato come “rompiscatole”, ma in alcuni casi estremi addirittura allontanato (vedi recente episodio di licenziamento).
Ricorrere all’autorità giudiziaria per ogni trasgressione è davvero impensabile, e manca il senso di rispetto dell’altro fondamentale per il vivere civile.
I fumatori pensano di avere “il diritto” di fumare, ma non il “dovere” di rispettare la legge.
Frequenti anche le situazioni “border line”, nelle quali i fumatori fumano vicino alle finestre aperte, pensando così di non dare fastidio. Rimedi a volte peggiori del male, perchè le correnti d’aria generate dagli sbalzi termici favoriscono ancor di più il concentrarsi del fumo all’interno degli ambienti. Ma chi fuma non se ne accorge… non sente certo la “puzza” della propria sigaretta, o di sè stesso dopo aver fumato.
Episodi di tale genere ce ne sono quotidianamente ed in ogni dove. Negli uffici, nelle scuole, negli ospedali, praticamente ovunque. E se qualche non fumatore tenta di fare la “voce grossa” viene deriso, denigrato o, male che vada, ignorato.
Cosa si deve fare perchè questa legge venga rispettata???

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Parole in … fumo!

da: Chietiscalo.it

E’ tanto difficile rispettare le norme e la buona educazione? Questo mi chiedo ogni volta che vado ad assistere al consiglio comunale.

Oggi è il 23 agosto, fa caldo, i condizionatori sono accesi, sia nella sala consiliare che nel corridoio. Un condizionatore è proprio vicino all’uscita di emergenza, quella che dà sulla scala antincendio, una portafinestra che questa estate ho trovato sempre aperta. All’interno della porta, proprio davanti, c’è un gettacarta-posacenere e poco più in là il cartello di “vietato fumare”.

Oggi la sala è piena, forse perchè la precedente seduta è andata “persa” per mancanza di numero legale. Il chiasso e il viavai sono di solito direttamente proporzionali alle presenze, ma oggi c’è una strana aria di tranquillità, almeno all’inizio della giornata, che si prevede lunga, a giudicare dai punti all’ordine del giorno.

La sala è fresca, il corridoio anche, la seduta comincia.

Comincia la discussione, prima un punto, poi un altro… qualcuno va “fuori tema”, ma tant’è, è la prassi….

Oggi è più fresco all’interno che fuori, e meno male, così le “eventuali” trasgressioni al divieto di fumo verranno sopperite dalla situazione climatica…

Infatti…

Ecco un paio di persone che fumano in corridoio, come al solito. Dentro, non fuori. Forse pensano che fumare vicino alla porta equivale a rispettare la legge… Ma sono lontani dalla porta, sono proprio sotto al cartello di divieto, non sanno leggere?

La porta è sempre aperta e l’aria fredda del condizionatore acceso per fortuna manda il fumo fuori, attirato dal calore esterno. E meno male che oggi è una bella giornata! Segue: ‘Parole in … fumo!’

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Fumo in comune: Lettera aperta al nuovo Sindaco di Chieti

Caro Sindaco,

Le scrivo questa lettera aperta per sottoporLe un problema che mi sta molto a cuore, per il quale feci segnalazione all’allora sindaco Ricci (Lettera aperta al Sindaco) che mi rispose a mezzo stampa (Invito al Sindaco) senza però far seguire interventi concreti.

Parlo della mancanza di rispetto del divieto di fumare negli uffici comunali.

La situazione segnalata a suo tempo nei consigli comunali è migliorata, non perchè sia cambiato l’atteggiamento dei protagonisti, ma perchè con il trasferimento in altra sede ci si è dovuti adeguare alle nuove disposizioni locali. Ora vedremo come si comporteranno i nuovi consiglieri.

A seconda degli “usi” all’interno degli uffici stessi, cambia l’atteggiamento dei fumatori, che evitano di fumare solo e soltanto se sanno di incorrere in sanzioni o se il controllo è fattivo e costante. La maggior parte delle volte questo controllo è pressochè inesistente, oppure la “tolleranza” impera indisturbata. Ci si è talmente abituati a sopportare che molti non ci fanno neanche più caso a quella “puzza”….

Ma non parliamo solo di puzza, come lei ben sa, ma di sostanze altamente cancerogene, che rimangono ben oltre il “passaggio” del fumatore di turno (il cosiddetto “fumo di terza mano”).

In molti uffici comunali si fuma liberamente. In alcuni solo nelle stanze “private” e in orari non aperti al pubblico. Qualcuno invece fuma sempre, ovunque e comunque, in barba a tutte le regole.

Vogliamo fare qualcosa? Segue: ‘Fumo in comune: Lettera aperta al nuovo Sindaco di Chieti’

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Fumo in ufficio

Qualche giorno fa questa notizia: Fumo in ufficio, la crociata di Angela:«Farò causa al tribunale».
La storia è una delle tante già sentite: una dipendente pubblica costretta a subire il fumo passivo dei suoi colleghi, nell’indifferenza di tutti.
Quello che meraviglia, però, è che si tratta di un tribunale, per antonomasia culla della legalità!
Se proprio in un tribunale una persona non riesce a far rispettare una semplice legge, dove andremo a finire???
Il tribunale citato in tribunale….
Il risultato? … leggete l’articolo….

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