Vai al menu sezioni pagina

Fumo? No, grazie!

Il blog dei fumatori passivi arrabbiati

logo blog fumo no grazie

Sei su: fumo , fumo di terza mano , fumo passivo , legislazione fumo , minorenni e fumo , tabagismo , trasgressioni sul fumo > C’è chi può e chi non può…

Vai alla Homepage, ai contenuti o al menu di navigazione



C’è chi può e chi non può…

Non so se capita anche a voi, ma in tutti i posti pubblici o privati che siano, nei quali il divieto di fumo “dovrebbe” insistere, capita di vedere quelli che “possono” fumare e quelli che non possono. Tutto dipende da chi vigila, o dovrebbe vigilare, o, comunque dal potere del “capo” o del fumatore stesso. Alla fine si riduce solamente a questo, ad una lotta per per il più forte. E’ forte chi ha un posto di prestigio, di responsabilità, e che quindi può fare quel che vuole, anche trasgredire una legge dello stato. Ciò è dimostrato anche da alcuni servizi giornalistici o televisivi che hanno “beccato” a fumare anche chi le leggi le fa, come i parlamentari, o chi le deve far rispettare, come i pubblici ufficiali o le istituzioni locali. E allora che si fa? Purtroppo troppo spesso non basta protestare, portando avanti il proprio diritto di respirare aria pulita. Se non hai potere non ti si fila nessuno. Se sei un precario, se sei un dipendente di serie B, se hai bisogno di quel lavoro per sfamare la famiglia, chiudi gli occhi e anche il naso…
Ma non dovrebbe essere così, no? Una legge è una legge e un diritto è un diritto, così come il dovere di rispettare il divieto di fumo è per tutti, potenti o no! Allora, cari “potenti” di turno, cari fumatori indisciplinati, e anche cari non fumatori silenziosi ed invisibili, costretti a subire, armiamoci di carta e penna, di telefono e denunciamo! Non siamo noi in torto, noi che segnaliamo la disgressione, ma loro che fumano dove non dovrebbero!
I poteri cambiano, le persone anche, ma i diritti restano!
E spieghiamo loro che il fumo dà fastidio oltre che far male, che fumare vicino alla porta o alla finestra non serve a niente, perchè tanto l’ambiente si inquina lo stesso, e fumare nel proprio ufficio non è un diritto, ma è un dovere non farlo!!!
Spieghiamo a chi sta in un ufficio pubblico che non si deve fumare neanche in orari di chiusura agli utenti; spieghiamo agli operatori sanitari che negli ospedali non si fuma, da nessuna parte! Spieghiamo ai titolari di uffici privati che il proprio ufficio non è come la propria casa, e non si può fare ciò che si vuole sia per rispetto ai colleghi, sia per rispetto a coloro che vi accedono per altri motivi!
Spieghiamo al preside che fuma nel suo ufficio che nelle scuole non si fuma, spieghiamo alla bidella dell’asilo che fumare davanti alla porta aperta fa entrare tutto il fumo nelle aree riservate ai bambini, spieghiamo che non si fuma nei bagni delle scuole, negli androni dei condomini, insomma, in tutti i posti dove chi non fuma deve avere il proprio diritto di respirare!

Commenti (0)

Fumo in comune: Lettera aperta al nuovo Sindaco di Chieti

Caro Sindaco,

Le scrivo questa lettera aperta per sottoporLe un problema che mi sta molto a cuore, per il quale feci segnalazione all’allora sindaco Ricci (Lettera aperta al Sindaco) che mi rispose a mezzo stampa (Invito al Sindaco) senza però far seguire interventi concreti.

Parlo della mancanza di rispetto del divieto di fumare negli uffici comunali.

La situazione segnalata a suo tempo nei consigli comunali è migliorata, non perchè sia cambiato l’atteggiamento dei protagonisti, ma perchè con il trasferimento in altra sede ci si è dovuti adeguare alle nuove disposizioni locali. Ora vedremo come si comporteranno i nuovi consiglieri.

A seconda degli “usi” all’interno degli uffici stessi, cambia l’atteggiamento dei fumatori, che evitano di fumare solo e soltanto se sanno di incorrere in sanzioni o se il controllo è fattivo e costante. La maggior parte delle volte questo controllo è pressochè inesistente, oppure la “tolleranza” impera indisturbata. Ci si è talmente abituati a sopportare che molti non ci fanno neanche più caso a quella “puzza”….

Ma non parliamo solo di puzza, come lei ben sa, ma di sostanze altamente cancerogene, che rimangono ben oltre il “passaggio” del fumatore di turno (il cosiddetto “fumo di terza mano”).

In molti uffici comunali si fuma liberamente. In alcuni solo nelle stanze “private” e in orari non aperti al pubblico. Qualcuno invece fuma sempre, ovunque e comunque, in barba a tutte le regole.

Vogliamo fare qualcosa? Segue: ‘Fumo in comune: Lettera aperta al nuovo Sindaco di Chieti’

Commenti (0)

La “tolleranza” prevale sul divieto…

In questi giorni mi capita spesso di vedere servizi video, in televisione o anche su youtube, con immagini di persone con la sigaretta accesa. Interviste, slide di fotografie, e tutte rigorosamente fatte all’interno di locali chiusi.
Il divieto c’è, il rispetto no.
Proprio oggi la segnalazione di un articolo, diffuso nella mailing list del gruppo “no fumo”, Se cede la trincea anti fumo. Si parla di una circolare della presidenza del Consi­glio, secondo la quale erano i titolari dei bar a dover vigilare. Il Consi­glio di Stato ha invece annul­lato quelle disposizioni attua­tive delle norme antifumo. Ora sarà quindi più facile trasgredire, perchè ora sono i clienti stessi a dover chiamare un vigile urbano o un poliziotto per poter far elevare la multa.
Allora, io entro in un posto dove dovrebbe essere vietato fumare. Sento puzza di fumo. Mi lamento con il titolare. Lui alza le spalle….
Ma si può sapere che cosa le fanno a fare le leggi se poi non danno modo di farle rispettare????
Nello stesso articolo c’è anche una dichiarazione di Pannella, l’antiproibizionista per eccellenza, che in questo caso si dichiara sfavorevole alla “tolleranza sul fumo”…
Non ho parole…

Commenti (1)

« Newer Posts

vai al menu sezioni pagina


Menu di navigazione

vai al menu sezioni pagina