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Fumo? No, grazie!

Il blog dei fumatori passivi

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Cicche







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Un esempio virtuoso: CeNerone

Ogni tanto ce ne sono, nonostante questo periodo non proprio positivo che stiamo attraversando. A Roma è stata avviata una iniziativa per la raccolta dei mozziconi di sigaretta in alcuni punti della città. E’ stata chiamata “CeNerone”, promossa dall’Azienda Municipale Ambiente, che si occupa dell’igiene urbana nella capitale. Sono stati dislocati per le strade numerosi cestini appositamente realizzati in materiali riciclati e creati dei punti di informazione con distribuzione gratuita di posacenere portatili (chiamati “Mozzichino”) che illustrano i vantaggi di una corretta raccolta differenziata. Tutto questo per cercare di distogliere i cittadini dalla abitudine di gettare a terra i mozziconi di sigaretta dopo aver fumato. Le cicche, infatti, contengono numerose sostanze nocive e il numero impressionante di mozziconi gettati a terra non fa altro che aumentare i danni ambientali.
Prendiamo esempio?

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Fumare è figo… o no?

Un bellissimo video suggerito da Massimo D’Angeli, del gruppo “NO fumo”.

Il video fa parte di una campagna sui corretti stili di vita dell’USL6 di Livorno.

Buona visione

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La legge sul fumo non viene rispettata

Un servizio al telegiornale odierno ha parlato delle trasgressioni alla legge sul divieto di fumo, che si concentrano specialmente nei luoghi di lavoro. Come luogo di lavoro, però, è stato indicato anche l’ospedale, e ci si chiede come mai, anche in un luogo preposto alla tutela della salute per eccellenza come quello, possano accadere episodi simili. Da qualche tempo, personalmente, avevo notato una recrudescenza di queste trasgressioni, riscontrate anche guardando la tv, soprattutto nei servizi giornalistici e nelle interviste che spesso vengono realizzate, a volte anche con telecamere nascoste, in luoghi nei quali vige il divieto. Nella maggior parte dei casi la sigaretta, fumata anche durante l’intervista, è spesso presente.
In uno di questi servizi si riprendeva proprio l’interno di un ospedale, e si vedeva in lontananza una saletta con delle persone, una delle quali, anche con il viso chiaramente oscurato per la privacy, appariva chiaramente intenta ad accendersi una sigaretta.
La legge sul divieto di fumare nei locali pubblici o privati aperti al pubblico è stata una grande conquista, ma viene puntualmente disattesa. E chi protesta non solo è etichettato come “rompiscatole”, ma in alcuni casi estremi addirittura allontanato (vedi recente episodio di licenziamento).
Ricorrere all’autorità giudiziaria per ogni trasgressione è davvero impensabile, e manca il senso di rispetto dell’altro fondamentale per il vivere civile.
I fumatori pensano di avere “il diritto” di fumare, ma non il “dovere” di rispettare la legge.
Frequenti anche le situazioni “border line”, nelle quali i fumatori fumano vicino alle finestre aperte, pensando così di non dare fastidio. Rimedi a volte peggiori del male, perchè le correnti d’aria generate dagli sbalzi termici favoriscono ancor di più il concentrarsi del fumo all’interno degli ambienti. Ma chi fuma non se ne accorge… non sente certo la “puzza” della propria sigaretta, o di sè stesso dopo aver fumato.
Episodi di tale genere ce ne sono quotidianamente ed in ogni dove. Negli uffici, nelle scuole, negli ospedali, praticamente ovunque. E se qualche non fumatore tenta di fare la “voce grossa” viene deriso, denigrato o, male che vada, ignorato.
Cosa si deve fare perchè questa legge venga rispettata???

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Puliamo la città… dalle cicche!

In occasione della manifestazione “Puliamo il mondo” promossa da Legambiente, alcuni ragazzi delle scuole raccolgono, tra l’altra immondizia, innumerevoli cicche… Ecco quindi un’altro aspetto negativo del tabagismo….

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Cicche in spiaggia, un tesoro per la Japan Tobacco


A volte ritornano. Almeno Marevivo e’ tornato a
fare da spalla alla Japan Tobacco avallando il “friendly marketing” tramite i posaceneri in plastica e alluminio, tascabili, lavabili e riutilizzabili (devono durare), elegantemente marchiati e sponsorizzati nella confezione con opuscolo che informa senza equivocare: “La Japan Tobacco International, leader nella produzione e nel marketing delle sigarette, lavora sempre in modo responsabile, nel rispetto dell’ambiente, promuovendo lo sviluppo del contesto sociale“. Questi messaggi, agganciati al posacenere tascabile, vengono diffusi a piene mani dai “volontari” di Marevivo. Era previsto dal programma della campagna “Il  mare non vale una cicca?”, con la benedizione (leggi patrocinio) del Ministero dell’Ambiente, delle Capitanerie di Porto, e col supporto del sindacato italiano balneari. Hanno pure una madrina giunonica, Manuela Arcuri, e prevedono di distribuirne 120 mila in 250 spiagge, dalla Liguria alla Sicilia a sostegno, dicono, di comportamenti eco-sostenibili. I conti se li son fatti, ma come al solito senza l’oste. Il fatto che il Ministero dell’Ambiente non sappia discernere la correlazione salute ambientale - salute individuale e collettiva non ci meraviglia. Che sul pacchetto non vi sia un numero di Quit-Line per aiutare i fumatori a smettere, ma che troneggi l’incoraggiamento JT a fumare ecologico, e’ cosa che sfugge a chi ha difficolta’ a distinguere un occhio da un ginocchio. Con l’ENEA abbiamo sollevato il polverone sul problema dell’inquinamento da cicche, ad inizio d’anno, con alcuni colleghi dell’università di Atene abbiamo pubblicato sull’argomento un articolo su un’autorevole rivista scientifica internazionale (1), e ho denunciato la questione nel network mondiale degli specialisti del tobacco control (2). Ma il problema delle cicche rimane un grande affare proprio per i produttori di sigarette. Noi denunciamo. Loro guadagnano. Altri ci fumano sopra annoiati.

(1) http://tobaccocontrol.bmj.com/content/19/3/259.extract

(2) www.gea2000.org/documenti/pdf/JTI_ashtray.pdf

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