Fumo? No, grazie!
Il blog dei fumatori passivi

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Nasi blu contro la cocaina…
Nel servizio andato in onda qualche giorno fa sul telegiornale si riprendeva un locale notturno nel quale era stata promossa una iniziativa contro il consumo di cocaina.
Nelle riprese all’interno del locale si vede distintamente passare una ragazza che sta ballando tranquillamente con la sigaretta accesa….
Ma non c’è il divieto nelle discoteche, come in tutti i locali aperti al pubblico?
Video Rai.TV – TG3 – “Nasi blu” contro la cocaina
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Cina e Salute
di GIACOMO MANGIARACINA
Era il 2007 quando una delegazione di medici cinesi venne in Italia ad incontrare gli esperti della LILT, al Ministero della salute (www.gea2000.org/immagini/Italy-China.jpg), per uno scambio di conoscenze e di esperienze sui grandi temi della prevenzione oncologica. Rappresentavano la Chinese Anti Cancer Association il cui acronimo agli italiani fa tanto ridere ma ai cinesi piace, e va rigorosamente pronunciato “siei siei”. A me venne affidato il compito di trattare la prevenzione del tumore polmonare, in vertiginosa crescita in Cina in entrambi i sessi. Nel resto del mondo e in Italia preoccupa l’aumento di incidenza nelle donne dal 1930 ad oggi senza che alcuno si scandalizzi. Dopo avere evidenziato l’inconsitenza delle azioni di prevenzione a questo riguardo permettendo che negli USA il tumore polmonare nelle donne superasse quello della mammella (in Italia ancora no, ma ci stiamo avvicinando a questo vergognoso traguardo), le soluzioni si incentravano completamente sulle strategie di controllo del tabacco essendo questa la quasi unica correlazione causale. Tre gli orientamenti sostanziali a questo riguardo: 1) creare competenze e servizi territoriali per il trattamento della dipendenza da Fumo; 2) sviluppare azioni di prevenzione efficaci attraverso campagne dirette ai giovani e alla popolazione generale; 3) attuare disposizioni legislative a tutela dei non fumatori (divieto di fumare nei luoghi di lavoro e di svago). Due cose mi colpirono in quella occasione: la giovane età di alcuni direttori di istituzioni e l’attenzione che ponevano alle relazioni che venivano tradotte simultaneamente dall’italiano al cinese. Mai uno sbadiglio. Ebbi l’impressione che stessero prendendo molto seriamente quella opportunità che stavano vivendo. Da allora seguo lo scenario cinese, primo paese al mondo per numero di fumatori, consumo e produzione di tabacco, dove il tabagismo e’ piaga sociale di proporzioni colossali. Le loro politiche della salute a riguardo si sono evolute per gradi ma in tempi ravvicinati. Alcune grandi città come Tianjing e Pechino, già l’anno successivo al nostro incontro, emanavano divieti di fumare nei luoghi pubblici. Seguirono l’esempio altre città immediatamente dopo. Ora l’intera Cina è pronta a varare una legge nazionale che avrà un impatto su quasi un miliardo e mezzo di persone. Comincio a ritenere possibile, fino a prova contraria, che delegazioni di operatori italiani possano andare ad attingere esperienze cinesi in materia di competenze e determninazione nella tutela della salute pubblica.
——————-
www.legatumori.it/new_pp.php?id=513&area=1005
www.gaianews.it/salute/anche-la-cina-vuole-vietare-fumo-nei-locali-pubblici/id=8996
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Ricapitolando…
La legge contro il fumo (L. 3 del 16/01/2003) è stata applicata dal 2005, dopo la Dopo la pubblicazione della circolare ministeriale e dell’accordo siglato dalla conferenza Stato-Regioni.
Il Ministero della Salute ha dedicato una sezione del suo sito istituzionale a questa legge, con le FAQ (risposte alle domande più frequenti) dedicate all’argomento.
Il quadro normativo comincia dal lontano 1975, con la Legge n. 584 ed un lungo percorso ha portato alla normativa vigente.
La base della normativa è la tutela dal fumo passivo.
Numerosi studi sono stati effettuati su questo argomento, insieme a tante campagne di sensibilizzazione e di informazione sulla legge e sul fumo passivo in generale.
Tanto insomma è stato fatto, ma… purtroppo, tanto ancora c’è da fare!
Nonostante le conseguenze giuridiche del fumo passivo, in tanti luoghi ancora si fuma, più o meno liberamente, più o meno “di nascosto”. E la legge?
La legge c’è, sta lì, insieme alla cartellonistica obbligatoria e a tutte le incombenze burocratiche che prevede.
E la realtà?
La realtà è ben altro, purtroppo.
Gente che fuma negli uffici, nelle scuole, e anche negli ospedali!
E chi DEVE vigilare? Spesso è il primo che fuma…
Allora come si fa?
Si fa finta di niente?
Si denuncia? E a chi?
Insomma… la legge c’è… sta lì… in bella mostra… e basta!
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La legge sul fumo non viene rispettata
Un servizio al telegiornale odierno ha parlato delle trasgressioni alla legge sul divieto di fumo, che si concentrano specialmente nei luoghi di lavoro. Come luogo di lavoro, però, è stato indicato anche l’ospedale, e ci si chiede come mai, anche in un luogo preposto alla tutela della salute per eccellenza come quello, possano accadere episodi simili. Da qualche tempo, personalmente, avevo notato una recrudescenza di queste trasgressioni, riscontrate anche guardando la tv, soprattutto nei servizi giornalistici e nelle interviste che spesso vengono realizzate, a volte anche con telecamere nascoste, in luoghi nei quali vige il divieto. Nella maggior parte dei casi la sigaretta, fumata anche durante l’intervista, è spesso presente.
In uno di questi servizi si riprendeva proprio l’interno di un ospedale, e si vedeva in lontananza una saletta con delle persone, una delle quali, anche con il viso chiaramente oscurato per la privacy, appariva chiaramente intenta ad accendersi una sigaretta.
La legge sul divieto di fumare nei locali pubblici o privati aperti al pubblico è stata una grande conquista, ma viene puntualmente disattesa. E chi protesta non solo è etichettato come “rompiscatole”, ma in alcuni casi estremi addirittura allontanato (vedi recente episodio di licenziamento).
Ricorrere all’autorità giudiziaria per ogni trasgressione è davvero impensabile, e manca il senso di rispetto dell’altro fondamentale per il vivere civile.
I fumatori pensano di avere “il diritto” di fumare, ma non il “dovere” di rispettare la legge.
Frequenti anche le situazioni “border line”, nelle quali i fumatori fumano vicino alle finestre aperte, pensando così di non dare fastidio. Rimedi a volte peggiori del male, perchè le correnti d’aria generate dagli sbalzi termici favoriscono ancor di più il concentrarsi del fumo all’interno degli ambienti. Ma chi fuma non se ne accorge… non sente certo la “puzza” della propria sigaretta, o di sè stesso dopo aver fumato.
Episodi di tale genere ce ne sono quotidianamente ed in ogni dove. Negli uffici, nelle scuole, negli ospedali, praticamente ovunque. E se qualche non fumatore tenta di fare la “voce grossa” viene deriso, denigrato o, male che vada, ignorato.
Cosa si deve fare perchè questa legge venga rispettata???
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Finalmente!
Faccio seguito al precedente articolo riguardante il fumo nei consigli comunali. Finalmente non sono l’unica a protestare, un consigliere ha formulato un “Ordine del giorno” sul fumo!
E speriamo che i “comuni in fumo” siano sempre meno, e che venga rispettata finalmente la legge contro il fumo!!!
Al Consigliere firmatario dell’ordine del giorno vanno tutti i miei ringraziamenti!!!
M.M.
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Pacchetto Criminale
di Giacomo Mangiaracina
Si chiamano “MS Bianche” le nuove “leggere” di casa nostra. Si fa per dire, visto che e’ il mondo ha bandito la propaganda mendace delle sigarette “light” spacciate per meno dannose. Le MS, come le altre marche, parlano l’inglese della British American Tobacco, che con la Philip Morris controlla praticamente tutto il mercato del tabacco italiano. Sembra made in Italy la trovata delle “Bianche”. Un pacchetto nuovo e sconvolgente nel suo insieme. Si avverte la classe degli esperti del marketing e di fior di psicologi. La genialita’ sta nella presentazione e nel contenuto. L’involucro rassicura subito i coltivatori piu’ che i consumatori con la dicitura “prodotto in Italia con tabacchi selezionati”, attrae col suo candore e invita pure a giocare. La trovata dell’immagine stilizzata delle due dita incrociate e’ la giusta anticamera che da’ valore al contenuto: una specie di bugiardino bianco e azzurro, non come quello che la Philip Morris aveva introdotto alcuni anni fa in via sperimentale e che nuove norme governative vorrebbero reintrodurre, con l’elenco delle principali sostanze pericolose del fumo di tabacco. Il bugiardino MS non ha nulla a che vedere con tutto questo. E’ uno strumento di dialogo con il consumatore, un invito a considerare i 10 gesti piu’ rinomati della gestualita’ che ci ha reso famosi nel mondo. Carini al punto che verrebbe voglia di collezionarli come figurine della Panini. All’occhio del consumatore potra’ apparire una simpatica curiosita’, ai nostri appare una spudorata pubblicita’ ben studiata per riaffermare la sigaretta come strumento di comunicazione. Da sempre una sigaretta fra le dita parla. Dal segno di distinzione e di seduzione, all’ostentazione fallica, c’e’ tutto un mondo dentro, costruito ad arte, che noi esperti sappiamo leggere e disarticolare nei significati elementari. Anche la scritta voluta dalla Federazione Italiana Tabaccai, “I minori non devono fumare”, e’ un vero e proprio incentivo per chi desidera affrancarsi dalla condizione di “minore”. Perche’ gli “adulti” possono. Insomma prima ancora del danno alla salute e alla vita causato delle sigarette, va considerato il danno causato dallo stesso pacchetto, che si autopromuove spudoratamente e promuove il fumare. C’e’ materia per intervenire. I consumatori protestino e le autorita’ agiscano.
Fai un tour intorno al nuovo pacchetto: http://www.gea2000.org/ms.htm
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