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Fumo? No, grazie!

Il blog dei fumatori passivi arrabbiati

fili d'erba in primo piano di fronte al promontorio di Mandras

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Fumare è figo… o no?

Un bellissimo video suggerito da Massimo D’Angeli, del gruppo “NO fumo”.

Il video fa parte di una campagna sui corretti stili di vita dell’USL6 di Livorno.

Buona visione

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Ricapitolando…

La legge contro il fumo (L. 3 del 16/01/2003) è stata applicata dal 2005, dopo la Dopo la pubblicazione della circolare ministeriale e dell’accordo siglato dalla conferenza Stato-Regioni.

Il Ministero della Salute ha dedicato una sezione del suo sito istituzionale a questa legge, con le FAQ (risposte alle domande più frequenti) dedicate all’argomento.

Il quadro normativo comincia dal lontano 1975, con la Legge n. 584 ed un lungo percorso ha portato alla normativa vigente.

La base della normativa è la tutela dal fumo passivo.

Numerosi studi sono stati effettuati su questo argomento, insieme a tante campagne di sensibilizzazione e di informazione sulla legge e sul fumo passivo in generale.

Tanto insomma è stato fatto, ma… purtroppo, tanto ancora c’è da fare!

Nonostante le conseguenze giuridiche del fumo passivo, in tanti luoghi ancora si fuma, più o meno liberamente, più o meno “di nascosto”. E la legge?

La legge c’è, sta lì, insieme alla cartellonistica obbligatoria e a tutte le incombenze burocratiche che prevede.

E la realtà?

La realtà è ben altro, purtroppo.

Gente che fuma negli uffici, nelle scuole, e anche negli ospedali!

E chi DEVE vigilare? Spesso è il primo che fuma…

Allora come si fa?

Si fa finta di niente?

Si denuncia? E a chi?

Insomma… la legge c’è… sta lì… in bella mostra… e basta!

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52 buoni motivi per dire NO al fumo

di: Giacomo Mangiaracina www.gea2000.org

52 motivi per dire NO al Fumo
di Giacomo Mangiaracina
1. Il rischio di bronchiti e polmoniti nel primo anno di vita del bambino è raddoppiato se i genitori fumano.
2. Il fumo di sigaretta è la principale causa mondiale di tumore al polmone.
3. Il fumo uccide. Le sigarette sono come una pistola puntata addosso. E’ il tempo a premere il grilletto.
4. Il fumo di sigaretta impregna i vestiti, le tappezzerie, l’auto, la casa.
5. Una volta fumare era affascinante. Ora non più. In certi casi è volgare.
6. Chi non fuma ha una migliore efficienza sessuale in età matura.
7. I fumatori creano distanza tra loro e gli altri.
8. Chi succhia fumo da un cartoccetto di foglie secche trinciate, più che un “fumatore” sarebbe un “succhiatore di fumo”. E’ meno elegante.
9. Le cicche superano temperature di 800 gradi e bruciano in un attimo anche i vestiti.
10. L’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS ha classificato il fumo passivo come carcinogeno di classe 1, come l’amianto.
11. Se le 20 sigarette di un pacchetto si potessero fumare contemporaneamente, si avrebbe un avvelenamento acuto da nicotina.
12. Un fumatore su due raddoppia il rischio di decesso prima dei 65 anni.
13. “Il fumo uccide” è scritto sui pacchetti di sigarette. Ma quanti? Gli italiani uccisi dal tabacco sono più di 80.000. Ogni anno.
14. Il fumo è la prima causa evitabile di morte al mondo e il problema di sanità pubblica più importante del nostro tempo.
15. I fumatori ci costano quasi il 10% della spesa sanitaria pubblica per le patologie tabacco- correlate.
16. La nicotina induce forte dipendenza. Maggiore degli oppiacei (eroina).
17. Fumare riduce la capacità respiratoria e provoca il fiato corto.
18. Fumare non rilassa più di una buona lettura o di ascoltare musica.
19. Fumare non risolve alcun problema, semmai ne aggiunge un altro a quelli che già si avevano.
20. I genitori che fumano offrono ai figli un trenta per cento di probabilità in più di diventare a loro volta dipendenti dal tabacco.
21. Le patologie indotte dal fumo hanno un costo altissimo per la società, la persona, la famiglia e… i contribuenti.
22. Il tempo impiegato per fumare una sigaretta è l’equivalente del tempo sottratto alla vita: 5-6 minuti in meno.
23. Fumare rende più difficile nel tempo ogni attività fisica.
24. Il fumo irrita gli occhi, e inibisce l’olfatto e il gusto.
25. I distributori automatici di sigarette rendono facile l’accesso al tabacco ai giovani e vanno vietati.
26. Il fumo rende l’alito pesante. 27. I figli di madri fumatrici hanno basso peso alla nascita e sono più esposti a malattie respiratorie.
28. Fumare alla guida di autoveicoli attenta alla sicurezza stradale in misura maggiore rispetto all’uso del telefonino.
29. Gli incendi ai margini delle strade sono causati dalle cicche accese gettate dai finestrini delle auto in corsa da fumatori irresponsabili.
30. Non è vero che fumare rende più belli e interessanti. Semmai è sgradevole e discriminante.
31. Il condensato del fumo si appiccica alla tappezzeria dell’auto, ed emana odore sgradevole, difficile da eliminare.
32. La maggioranza delle persone ritiene che baciare un fumatore sia sgradevole.
33. Le avvertenze sul pacchetto purtroppo per chi fuma, sono vere.
34. Un fumatore che smette ritrova l’odorato e il gusto.
35. Un fumatore spende circa 50.000 euro in sigarette nel corso della vita. In periodo di crisi questo dato ha un particolare valore.
36. Chi fuma non vince. Perde.
37. I polmoni non sono catalitici.
38. Un fumatore di sigarette, in una vita, si fuma una quantità di carta pari ad un elenco telefonico di Roma.
39. Il condensato del fumo macchia i denti e favorisce il tartaro.
40. Il tabacco è radioattivo. Contiene polonio 210. Fumare 20 sigarette al giorno equivale, secondo una ricerca italiana, a fare 300 radiografie l’anno.
41. Le coltivazioni di tabacco vengono trattate con alte dosi di pesticidi e i controlli sono carenti perché non è un alimento.
42. Il tabacco è l’unico prodotto di libera vendita che uccide la metà dei suoi consumatori.
43. L’incremento dell’asma infantile è direttamente correlato al fumo dei genitori in casa e in auto.
44. Le ferite chirurgiche dei fumatori sottoposti ad interventi guariscono più lentamente e vanno incontro a maggiori complicazioni post operatorie.
45. Fumare a letto è la causa principale di incendi domestici, perciò alcuni stati usa hanno obbligato l’acquisto di sigarette fire-safe, che si spengono da sole dopo alcuni secondi.
46. I fumatori gravano moltissimo sulla spesa sanitaria e fanno andare in passivo i bilanci, anche per i danni all’ambiente.
47. Le piantagioni di tabacco hanno creato deforestazioni molto vaste specie nei paesi poveri incrementandone la povertà, come nel caso del Malawi.
48. Un mozzicone di sigaretta impiega almeno due anni per biodegradarsi nell’ambiente, ed è considerato rifiuto tossico ad ogni effetto.
49. Una sola sigaretta fumata in un ambiente chiuso produce una quantità di poveri fini (PM-10) quattro volte superiore a quella del peggiore inquinamento cittadino.
50. Un fumatore ha una riduzione media di ossigeno nel sangue, come se camminasse perennemente a 2000 metri di altitudine.
51. Succhiare fumo da un cartoccio di foglie secche trinciate è il peggio che si possa fare con la bocca.
52. Un ragazzo su tre che prova a fumare, viene agganciato dalla nicotina, diventa dipendente e fidelizzato a una marca di sigarette. Spenderà un patrimonio e vivrà 10 anni di meno. E’ una sporca storia.

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Una mostra per la Scienza di Rubick

di GIACOMO MANGIARACINA

Come la materia oscura dell’universo, c’è una Scienza che non si vede o non si capisce, che ogni giorno produce un flusso di dati continuo che inonda il pianeta, ma che non produce risultati in termini di benessere dell’umanità. Come se non ci fosse. Una prova della sua presenza c’e’. E’ data dai convegni che si susseguono senza sosta e dalle ricerche scientifiche che vengono pubblicate. Si ha l’impressione che vi sia una Scienza degli scienziati per gli scienziati. Ciò che arriva al popolo e’ un dato la cui importanza e’ proporzionale alla permeabilità delle convinzioni individuali e alla penetranza nella vita sociale modificandola in qualche modo. Nel 1992 scrissi al sociologo torinese Amedeo Cottino, che a quel tempo aveva realizzato uno splendido saggio sull’alcolismo dal titolo “L’ingannevole sponda”, proponendogli di realizzare uno studio ad impronta sociologica sul problema del tabacco. Rispose che la problematica tabagica era relegata al rango, per cosi’ dire, di “scienza minore” e che i suoi interessi professionali e di ricerca se ne discostavano. La delusione che ricevetti da quella risposta riaccese il mio interesse per la materia, e al tempo stesso la mia attenzione alla ricerca di nuovi significati della Scienza, una sorta di epistemologo per caso. Sono cosi’ arrivato a una “Scienza di Rubick” che descrivo nell’editoriale dell’ultimo numero di Tabaccologia (1), una scienza che si puo’ scomporre e ricomporre facendo combaciare vari aspetti tra loro. Trovare la soluzione e’ sempre un compito difficile e forse, ancora una volta, un adolescente potrebbe venire in soccorso delle nostre convizioni adulte, consolidare sull’errore fuorviante. Il pensatore e’ in qualche modo anche il mio mestiere, ne deriva la necessita’ del confronto delle idee e il modo per farlo in modo appropriato e’ la mostra congressuale. Al mio invito hanno risposto vari studiosi dell’ateneo romano della Sapienza e dell’universita’ di Firenze. Il convegno e’ fissato per il giorno 5 Novembre prossimo nella prestigiosa Sala Alessandrina dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria. La partecipazione e’ gratuita. Faccio appello alle coscienze non ancora intorpidite dalla routine professionale, medici, psicologi, infermieri, sociologi, insegnanti, studenti, docenti: aiutateci a far combaciare il colori della Scienza di Rubick! Programma: www.gea2000.org/convegni/EE_locandina.pdf

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Cicche in spiaggia, un tesoro per la Japan Tobacco


A volte ritornano. Almeno Marevivo e’ tornato a
fare da spalla alla Japan Tobacco avallando il “friendly marketing” tramite i posaceneri in plastica e alluminio, tascabili, lavabili e riutilizzabili (devono durare), elegantemente marchiati e sponsorizzati nella confezione con opuscolo che informa senza equivocare: “La Japan Tobacco International, leader nella produzione e nel marketing delle sigarette, lavora sempre in modo responsabile, nel rispetto dell’ambiente, promuovendo lo sviluppo del contesto sociale“. Questi messaggi, agganciati al posacenere tascabile, vengono diffusi a piene mani dai “volontari” di Marevivo. Era previsto dal programma della campagna “Il  mare non vale una cicca?”, con la benedizione (leggi patrocinio) del Ministero dell’Ambiente, delle Capitanerie di Porto, e col supporto del sindacato italiano balneari. Hanno pure una madrina giunonica, Manuela Arcuri, e prevedono di distribuirne 120 mila in 250 spiagge, dalla Liguria alla Sicilia a sostegno, dicono, di comportamenti eco-sostenibili. I conti se li son fatti, ma come al solito senza l’oste. Il fatto che il Ministero dell’Ambiente non sappia discernere la correlazione salute ambientale - salute individuale e collettiva non ci meraviglia. Che sul pacchetto non vi sia un numero di Quit-Line per aiutare i fumatori a smettere, ma che troneggi l’incoraggiamento JT a fumare ecologico, e’ cosa che sfugge a chi ha difficolta’ a distinguere un occhio da un ginocchio. Con l’ENEA abbiamo sollevato il polverone sul problema dell’inquinamento da cicche, ad inizio d’anno, con alcuni colleghi dell’università di Atene abbiamo pubblicato sull’argomento un articolo su un’autorevole rivista scientifica internazionale (1), e ho denunciato la questione nel network mondiale degli specialisti del tobacco control (2). Ma il problema delle cicche rimane un grande affare proprio per i produttori di sigarette. Noi denunciamo. Loro guadagnano. Altri ci fumano sopra annoiati.

(1) http://tobaccocontrol.bmj.com/content/19/3/259.extract

(2) www.gea2000.org/documenti/pdf/JTI_ashtray.pdf

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Formazione Sitab a settembre con la Cattolica

Da: Tabagismo & PFC

I servizi italiani per la cura della dipenza da tabacco noti come Centri per il Trattamento del Tabagismo (CTT), sono circa 370. Di questi, 280 fanno parte del Sistema Sanitario Nazionale.

I modelli di intervento adottati sono basati su trattamenti integrati: couseling e farmaci, tra cui alcuni recenti e molto efficaci. I trattamenti di gruppo del tabagismo in Italia si basano su esperienze diverse, ma molto consolidate.

I dati di letteratura confermano l’alta efficacia di questo approccio, ma sono ancora insoddisfacenti le competenze degli operatori in questo particolare campo terapeutico. Insomma, e’ piu’ agevole per un medico il rapporto interpersonale col paziente, che affrontare un gruppo di fumatori. Di contro, lo psicologo si deve cimentare con un approccio terapeutico sensibilmente diverso rispetto alla psicoterapia di gruppo. Perche’ trattare un gruppo di fumatori non e’ affatto psicoterapia. Percio’ la formazione nel campo si rende necessaria per consolidare la preparazione degli operatori del CTT.

La Società Italiana di Tabaccologia, in collaborazione con L’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma, la Società di Psichiatria, Ecologia e Salute Mentale e il  centro Studi “La Fenice” si propone di colmare tale lacuna fra medici, psicologi e operatori della salute piu’ in generale. L’obiettivo e’ quello di fornire competenze di base a chi vuole iniziare a condurre gruppi, attraverso un percorso esperienziale fatto di roleplayng,  lavori di gruppo, confronto con conduttori esperti. Il livello della didattica, l’esperienza dei docenti e le loro provenienze permetteranno il contatto con modelli diversi e una panoramica ampia degli approcci possibili, tra i quali ciascun operatore sarà aiutato ad avvicinarsi a quelli più confacenti al proprio stile e alle proprie risorse.

Il corso proseguirà con momenti decentrati di supervisione da parte dei docenti, cosa che permetterà il consolidamento di esperienze sul campo e la promozione di iniziative cliniche nella conduzione dei gruppi. Inusuale ma accattiivante la sede, Bardineto, nell’entroterra Ligure fra Albenga e Finale Ligure, un luogo che fara’ parlare di se’ in tema di trattamento del Tabagismo.

L’iscrizione al corso va effettuata entro il 30 settembre 2010.

Scarica il programma: http://www.gea2000.org/documenti/pdf/corso_group_trainer.pdf

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