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Fumo? No, grazie!

Il blog dei fumatori passivi arrabbiati

fili d'erba in primo piano di fronte al promontorio di Mandras

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La legge sul fumo non viene rispettata

Un servizio al telegiornale odierno ha parlato delle trasgressioni alla legge sul divieto di fumo, che si concentrano specialmente nei luoghi di lavoro. Come luogo di lavoro, però, è stato indicato anche l’ospedale, e ci si chiede come mai, anche in un luogo preposto alla tutela della salute per eccellenza come quello, possano accadere episodi simili. Da qualche tempo, personalmente, avevo notato una recrudescenza di queste trasgressioni, riscontrate anche guardando la tv, soprattutto nei servizi giornalistici e nelle interviste che spesso vengono realizzate, a volte anche con telecamere nascoste, in luoghi nei quali vige il divieto. Nella maggior parte dei casi la sigaretta, fumata anche durante l’intervista, è spesso presente.
In uno di questi servizi si riprendeva proprio l’interno di un ospedale, e si vedeva in lontananza una saletta con delle persone, una delle quali, anche con il viso chiaramente oscurato per la privacy, appariva chiaramente intenta ad accendersi una sigaretta.
La legge sul divieto di fumare nei locali pubblici o privati aperti al pubblico è stata una grande conquista, ma viene puntualmente disattesa. E chi protesta non solo è etichettato come “rompiscatole”, ma in alcuni casi estremi addirittura allontanato (vedi recente episodio di licenziamento).
Ricorrere all’autorità giudiziaria per ogni trasgressione è davvero impensabile, e manca il senso di rispetto dell’altro fondamentale per il vivere civile.
I fumatori pensano di avere “il diritto” di fumare, ma non il “dovere” di rispettare la legge.
Frequenti anche le situazioni “border line”, nelle quali i fumatori fumano vicino alle finestre aperte, pensando così di non dare fastidio. Rimedi a volte peggiori del male, perchè le correnti d’aria generate dagli sbalzi termici favoriscono ancor di più il concentrarsi del fumo all’interno degli ambienti. Ma chi fuma non se ne accorge… non sente certo la “puzza” della propria sigaretta, o di sè stesso dopo aver fumato.
Episodi di tale genere ce ne sono quotidianamente ed in ogni dove. Negli uffici, nelle scuole, negli ospedali, praticamente ovunque. E se qualche non fumatore tenta di fare la “voce grossa” viene deriso, denigrato o, male che vada, ignorato.
Cosa si deve fare perchè questa legge venga rispettata???

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Una mostra per la Scienza di Rubick

di GIACOMO MANGIARACINA

Come la materia oscura dell’universo, c’è una Scienza che non si vede o non si capisce, che ogni giorno produce un flusso di dati continuo che inonda il pianeta, ma che non produce risultati in termini di benessere dell’umanità. Come se non ci fosse. Una prova della sua presenza c’e’. E’ data dai convegni che si susseguono senza sosta e dalle ricerche scientifiche che vengono pubblicate. Si ha l’impressione che vi sia una Scienza degli scienziati per gli scienziati. Ciò che arriva al popolo e’ un dato la cui importanza e’ proporzionale alla permeabilità delle convinzioni individuali e alla penetranza nella vita sociale modificandola in qualche modo. Nel 1992 scrissi al sociologo torinese Amedeo Cottino, che a quel tempo aveva realizzato uno splendido saggio sull’alcolismo dal titolo “L’ingannevole sponda”, proponendogli di realizzare uno studio ad impronta sociologica sul problema del tabacco. Rispose che la problematica tabagica era relegata al rango, per cosi’ dire, di “scienza minore” e che i suoi interessi professionali e di ricerca se ne discostavano. La delusione che ricevetti da quella risposta riaccese il mio interesse per la materia, e al tempo stesso la mia attenzione alla ricerca di nuovi significati della Scienza, una sorta di epistemologo per caso. Sono cosi’ arrivato a una “Scienza di Rubick” che descrivo nell’editoriale dell’ultimo numero di Tabaccologia (1), una scienza che si puo’ scomporre e ricomporre facendo combaciare vari aspetti tra loro. Trovare la soluzione e’ sempre un compito difficile e forse, ancora una volta, un adolescente potrebbe venire in soccorso delle nostre convizioni adulte, consolidare sull’errore fuorviante. Il pensatore e’ in qualche modo anche il mio mestiere, ne deriva la necessita’ del confronto delle idee e il modo per farlo in modo appropriato e’ la mostra congressuale. Al mio invito hanno risposto vari studiosi dell’ateneo romano della Sapienza e dell’universita’ di Firenze. Il convegno e’ fissato per il giorno 5 Novembre prossimo nella prestigiosa Sala Alessandrina dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria. La partecipazione e’ gratuita. Faccio appello alle coscienze non ancora intorpidite dalla routine professionale, medici, psicologi, infermieri, sociologi, insegnanti, studenti, docenti: aiutateci a far combaciare il colori della Scienza di Rubick! Programma: www.gea2000.org/convegni/EE_locandina.pdf

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Finalmente!

Faccio seguito al precedente articolo riguardante il fumo nei consigli comunali. Finalmente non sono l’unica a protestare, un consigliere ha formulato un “Ordine del giorno” sul fumo!

E speriamo che i “comuni in fumo” siano sempre meno, e che venga rispettata finalmente la legge contro il fumo!!!

Al Consigliere firmatario dell’ordine del giorno vanno tutti i miei ringraziamenti!!!

M.M.

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Parole in … fumo!

da: Chietiscalo.it

E’ tanto difficile rispettare le norme e la buona educazione? Questo mi chiedo ogni volta che vado ad assistere al consiglio comunale.

Oggi è il 23 agosto, fa caldo, i condizionatori sono accesi, sia nella sala consiliare che nel corridoio. Un condizionatore è proprio vicino all’uscita di emergenza, quella che dà sulla scala antincendio, una portafinestra che questa estate ho trovato sempre aperta. All’interno della porta, proprio davanti, c’è un gettacarta-posacenere e poco più in là il cartello di “vietato fumare”.

Oggi la sala è piena, forse perchè la precedente seduta è andata “persa” per mancanza di numero legale. Il chiasso e il viavai sono di solito direttamente proporzionali alle presenze, ma oggi c’è una strana aria di tranquillità, almeno all’inizio della giornata, che si prevede lunga, a giudicare dai punti all’ordine del giorno.

La sala è fresca, il corridoio anche, la seduta comincia.

Comincia la discussione, prima un punto, poi un altro… qualcuno va “fuori tema”, ma tant’è, è la prassi….

Oggi è più fresco all’interno che fuori, e meno male, così le “eventuali” trasgressioni al divieto di fumo verranno sopperite dalla situazione climatica…

Infatti…

Ecco un paio di persone che fumano in corridoio, come al solito. Dentro, non fuori. Forse pensano che fumare vicino alla porta equivale a rispettare la legge… Ma sono lontani dalla porta, sono proprio sotto al cartello di divieto, non sanno leggere?

La porta è sempre aperta e l’aria fredda del condizionatore acceso per fortuna manda il fumo fuori, attirato dal calore esterno. E meno male che oggi è una bella giornata! Segue: ‘Parole in … fumo!’

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Formazione Sitab a settembre con la Cattolica

Da: Tabagismo & PFC

I servizi italiani per la cura della dipenza da tabacco noti come Centri per il Trattamento del Tabagismo (CTT), sono circa 370. Di questi, 280 fanno parte del Sistema Sanitario Nazionale.

I modelli di intervento adottati sono basati su trattamenti integrati: couseling e farmaci, tra cui alcuni recenti e molto efficaci. I trattamenti di gruppo del tabagismo in Italia si basano su esperienze diverse, ma molto consolidate.

I dati di letteratura confermano l’alta efficacia di questo approccio, ma sono ancora insoddisfacenti le competenze degli operatori in questo particolare campo terapeutico. Insomma, e’ piu’ agevole per un medico il rapporto interpersonale col paziente, che affrontare un gruppo di fumatori. Di contro, lo psicologo si deve cimentare con un approccio terapeutico sensibilmente diverso rispetto alla psicoterapia di gruppo. Perche’ trattare un gruppo di fumatori non e’ affatto psicoterapia. Percio’ la formazione nel campo si rende necessaria per consolidare la preparazione degli operatori del CTT.

La Società Italiana di Tabaccologia, in collaborazione con L’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma, la Società di Psichiatria, Ecologia e Salute Mentale e il  centro Studi “La Fenice” si propone di colmare tale lacuna fra medici, psicologi e operatori della salute piu’ in generale. L’obiettivo e’ quello di fornire competenze di base a chi vuole iniziare a condurre gruppi, attraverso un percorso esperienziale fatto di roleplayng,  lavori di gruppo, confronto con conduttori esperti. Il livello della didattica, l’esperienza dei docenti e le loro provenienze permetteranno il contatto con modelli diversi e una panoramica ampia degli approcci possibili, tra i quali ciascun operatore sarà aiutato ad avvicinarsi a quelli più confacenti al proprio stile e alle proprie risorse.

Il corso proseguirà con momenti decentrati di supervisione da parte dei docenti, cosa che permetterà il consolidamento di esperienze sul campo e la promozione di iniziative cliniche nella conduzione dei gruppi. Inusuale ma accattiivante la sede, Bardineto, nell’entroterra Ligure fra Albenga e Finale Ligure, un luogo che fara’ parlare di se’ in tema di trattamento del Tabagismo.

L’iscrizione al corso va effettuata entro il 30 settembre 2010.

Scarica il programma: http://www.gea2000.org/documenti/pdf/corso_group_trainer.pdf

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Viva lo Spot. E poi?

di GIACOMO MANGIARACINA

“Hai visto lo spot del Ministero? Quello con Pozzetto e i bambini contro il fumo?… Proprio caruccio”. In una Italia disposta a incassare tutto oltre al fiasco dei mondiali di calcio, uno spot puo’ bastare. A cosa? A convincere la gente che lo Stato protegga i giovanissimi dal consumo di tabacco e droghe. Qualcuno in Parlamento avra’ avuto legittimi sospetti e l’interrogazione e’ scattata. La risposta del sottosegretario alla salute Eugenia Roccella da cui prendo in prestito qualche stralcio:

“Nei messaggi contenuti negli spot si è voluta richiamare in modo chiaro l’attenzione sulle principali patologie correlate al fumo (tumore, infarto, arteriosclerosi, eccetera). Una delle motivazioni principali dell’iniziazione al fumo e del mantenimento di questa abitudine è, infatti, la mancata percezione del pericolo reale per la propria salute”.

Dunque le brutte malattie causate dal fumo servirebbero ad incrementare la “percezione del pericolo reale”. E come ne e’ stata valutata l’efficacia?

“L’efficacia di questa fase della campagna è stata valutata per mezzo di una ricerca realizzata dall’Istituto «Euromedia Research», che ha evidenziato la riuscita dell’iniziativa e il gradimento dell’attore prescelto come protagonista, soprattutto tra i giovanissimi”.

Proprio così. L’istituto «Euromedia Research» avrebbe evidenziato la riuscita dell’iniziativa e il gradimento dell’attore. Ma a noi interessa piu’ il “cosa succede” proiettando lo spot. Sembra non succeda nulla. Dallo spot pubblicato dallo stesso Ministero su Youtube non si vede in coda alcun richiamo tipo numero verde o email per valutarne l’impatto in termini di accessi ai servizi di prevenzione e trattamento. Ergo, la gente e i ragazzi guarderanno lo spot. E basta. Ma quanto e’ costata questa operazione?

“Questo Ministero ha inteso destinare per la campagna di comunicazione contro il fumo, realizzata nel corso dell’anno 2009, intitolata «Il fumo uccide: difenditi!», una somma pari a euro 1.350.000,00, ricorrendo a fondi destinati all’informazione istituzionale”.

Spendere un milione e mezzo di euro, prelevati da qualsiasi fondo dello stato, per non ottenere risultati, e’ un errore blu. E’ un punto a favore della vendita e del consumo. E’ l’iniziativa ideale delle compagnie e dei rivenditori del tabacco. Loro investono somme maggiori per “educare i minori” a non fumare e hanno pure finanziato il Moige per veicolare progetti inefficaci. E’ proprio la formula che inganna. Educare a “non fare” disorienta anche un cervello abbastanza evoluto. Ingannare poi i cittadini spacciando uno spot caruccio per una “campagna” e’ errore altrettanto grave. Sichia, nel 2004 spese 13 milioni di euro per l’unica campagna tabagismo che sia mai stata realizzata. Duro’ due anni, poi il silenzio, fino agli strilli di questi giorni. Lo abbiamo rievocato con la Lega contro i Tumori il 13 gennaio scorso in un convegno all’Accademia di Storia Sanitaria di Roma e pubblicato su “Tabaccologia”. Si capisce, la crisi c’è e si vede dalla manovra finanziaria che taglia pesantemente fondi proprio alla LILT, unico ente pubblico fortemente impegnato nelle azioni di contrasto al tabagismo. Avremmo preferito che quel miliardo e 350 milioni di euro fosse andato proprio alla LILT. Avrebbe frutatto di piu’.

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Il testo dell’interrogazione parlamentare:

www.camera.it/Camera/browse/453?shadow_organo_parlamentare=1505&bollet=_dati/leg16/lavori/bollet/201006/0617/html/12

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Roma

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