Fumo? No, grazie!
Il blog dei fumatori passivi

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La SITAB annuncia: Scacco al Fumo
Per incentivare i fumatori a trattare la loro dipendenza contro il tabacco, la Società Italiana di Tabaccologia (SITAB) lancia l’operazione “Scacco al Fumo”, collocando una serie di desk dove i fumatori possono misurare in un minuto il monossido di carbonio espirato attraverso uno strumento di rilevazione, ricevere informazioni, ed essere invitati a fare un colloquio gratuito per il trattamento della dipendenza da Fumo presso i servizi territoriali e con specialisti dell’area tabaccologica.
I desk saranno installati in varie città italiane, in prossimità dei servizi tabagismo, in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco del 31 maggio, e saranno gestiti da operatori volontari. Segue: ‘La SITAB annuncia: Scacco al Fumo’
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Accendi solo la vita
di GIACOMO MANGIARACINA
Dopo 30 mila fumatori trattati fino al 2000, non li ho più contati. Al di la’ del primato, bastano a capire il lavoro di una vita. Che per fortuna prosegue, e siamo molti di più a combattere una guerra che sembra persa in partenza anche se delle battaglie sono state vinte.
Si lavora nella ricerca (www.tabaccologia.it), nelle progettualità nazionali, regionali e territoriali (1), nello sviluppo dei servizi territoriali per il trattamento del tabagismo (2), nell’aplicazione di norme e regolamenti che tutelino i non fumatori (78% della popolazione) e soprattutto i giovanissimi. Stabiliamo alleanze in Italia e nel mondo (www.globalink.org) creando task force in vari contesti e segugi specializzati nel rintracciare notizie importanti e persino “segrete”. Proprio così, un servizio di intelligence benedetto dall’Organizzazione Mondiale sella Sanità che smaschera anche gli scienziati venduti alla concorrenza. Certo, paga di più, ma a noi e’ toccato a volte restituire correttezza all’informazione scientifica quando questa si e’ incrinata.
E’ proprio difficile immaginare il lavoro mutidisciplinare e interdisciplinare del Tabaccologo, che l’iniziale maiuscola se la merita, impegnato nella prevenzione, come nella terapia e nelle strategie di controllo di una malattia definita “piaga mondiale”. Perché dove non arrivarono le pestilenze arrivo’ il tabacco. Qualcosa che ogni anno uccide 80 mila italiani e recluta altrettanti nuovi consumatori adolescenti per il necessario ricambio, fa impressione. E ci tocca pure fronteggiare una resistenza ignorante e squallida che definisce “proibizionismo” questa lotta per la vita. E allora eccoci qui a ribattere sul versante etico. Il denaro delle sigarette puo’ servire a migliorare vita, la nostra e quella di bambini del Sud del mondo. In occasione della Giornata mondiale senza tabacco indetta dall’OMS, il 30 maggio alle 11.30, presso l’Unità di Tabaccologia della Sapienza (3), Reach Italia organizza una conferenza stampa per rilanciare il progetto “Spegni il Fumo, Accendi la Vita” (www.accendilavita.it). Il messaggio e’ chiaro: smettere di fumare e dirottare una minima parte del denaro delle sigarette non fumare per il sostegno a distanza di bambini meno fortunati. Appoggiano l’iniziativa varie organizzazioni e aziende.
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(1) www.west-info.eu/files/Press-release40.pdf
(2) www.iss.it/fumo/serv/cont.php?id=142&lang=1&tipo=16
(3) Roma, piazzale Aldo Moro 5 (accanto Istituto di Igiene)
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Napolitano: lotta al fumo tra le grandi priorità
di GIACOMO MANGIARACINA
Parole chiare e inequivocabili quelle del Presidente Giorgio Napolitano al Ministro della Salute Fazio in occasione della Giornata mondiale senza tabacco. La comunicazione e’ stata inviata anche alla Società Italiana di Tabaccologia, a seguito di una lettera inviata giorni fa al Presidente a firma di Tinghino, presidente SITAB, e Mangiaracina, direttore della rivista, nella quale espressamente si chiedeva al Capo dello Stato di dare un messaggio deciso alla nazione sul problema del tabacco. Il messaggio e’ arrivato e colpisce per i suoi contenuti che non lasciano dubbi:
“Convergenti iniziative inducono a una attenta analisi dei danni indotti dall’abitudine al fumo e alla necessaria riflessione sulla migliore strategia da seguire per contrastare gli evidenti rischi, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni.
Gli interventi di prevenzione, la ricerca e gli insegnamenti per elevare la qualità degli ambienti di vita e di lavoro, hanno già prodotto importanti e positivi risultati. Sappiamo, però, che una azione di contrasto fondata unicamente sui divieti non basta. E i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità, che evidenziano i rischi di cancro e di malattie cardiovascolari e respiratorie provocati dal tabagismo, richiamano l’esigneza di associare alla azione di contrasto anche una più diffusa cultura della prevenzione, dell’assistenza a quanti provano a liberarsi dalla dipendenza dal fumo e della promozione di mirate campagne informative, soprattutto nerlla scuola, perché i giovani non comincino nemmeno.
Tutte le iniziative che muovono in questa direzione richiamano le istitutzioni a porre la lotta al fumo tra le grandi priorità delle politiche della salute” – Giorgio Napolitano
I concetti di fondo espressi dal Presidente Napolitano inquadrano bene il problema:
1. una azione di contrasto fondata unicamente sui divieti non basta. E’ la conclusione a cui pervieniamo in tanti, compreso lo stesso Sirchia, autore della norma antifumo che ha fatto bene al Paese. Le norme vanno integrate con azioni di contrasto efficaci.
2. assistenza a quanti provano a liberarsi dalla dipendenza dal fumo. La creazione di servizi territoriali per la cura del tabagismo e’ una politica che portiamo avanti da anni, chiedendo a gran voce l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (LEA) e l’erogazione gratuita o regolamentata dei farmaci per la cura del tabagismo.
3. promozione di mirate campagne informative. Soprattutto nella scuola, dice il Presidente, ma noi aggiungiamo anche nei luoghi di lavoro e negli ambulatori dei medici di medicina generale. Le campagne pero’ vanno fatte con investimento in adeguate risorse economiche e competenze.
4. porre la lotta al fumo tra le grandi priorità delle politiche della salute. Si tratta del passaggio piu’ forte e rappresentativo di tutto il messaggio. Se la lotta al fumo viene considerata tra le grandi priorità delle politiche della salute vuol dire che si e’ ben compresa la magnitudo del problema e di conseguenza la mancanza di interventi efficaci e proporzionati alla gravità del problema inchioda il governo e le istituzioni alle loro responsabilità.
Fonte: GEAnews
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Nasi blu contro la cocaina…
Nel servizio andato in onda qualche giorno fa sul telegiornale si riprendeva un locale notturno nel quale era stata promossa una iniziativa contro il consumo di cocaina.
Nelle riprese all’interno del locale si vede distintamente passare una ragazza che sta ballando tranquillamente con la sigaretta accesa….
Ma non c’è il divieto nelle discoteche, come in tutti i locali aperti al pubblico?
Video Rai.TV – TG3 – “Nasi blu” contro la cocaina
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Cina e Salute
di GIACOMO MANGIARACINA
Era il 2007 quando una delegazione di medici cinesi venne in Italia ad incontrare gli esperti della LILT, al Ministero della salute (www.gea2000.org/immagini/Italy-China.jpg), per uno scambio di conoscenze e di esperienze sui grandi temi della prevenzione oncologica. Rappresentavano la Chinese Anti Cancer Association il cui acronimo agli italiani fa tanto ridere ma ai cinesi piace, e va rigorosamente pronunciato “siei siei”. A me venne affidato il compito di trattare la prevenzione del tumore polmonare, in vertiginosa crescita in Cina in entrambi i sessi. Nel resto del mondo e in Italia preoccupa l’aumento di incidenza nelle donne dal 1930 ad oggi senza che alcuno si scandalizzi. Dopo avere evidenziato l’inconsitenza delle azioni di prevenzione a questo riguardo permettendo che negli USA il tumore polmonare nelle donne superasse quello della mammella (in Italia ancora no, ma ci stiamo avvicinando a questo vergognoso traguardo), le soluzioni si incentravano completamente sulle strategie di controllo del tabacco essendo questa la quasi unica correlazione causale. Tre gli orientamenti sostanziali a questo riguardo: 1) creare competenze e servizi territoriali per il trattamento della dipendenza da Fumo; 2) sviluppare azioni di prevenzione efficaci attraverso campagne dirette ai giovani e alla popolazione generale; 3) attuare disposizioni legislative a tutela dei non fumatori (divieto di fumare nei luoghi di lavoro e di svago). Due cose mi colpirono in quella occasione: la giovane età di alcuni direttori di istituzioni e l’attenzione che ponevano alle relazioni che venivano tradotte simultaneamente dall’italiano al cinese. Mai uno sbadiglio. Ebbi l’impressione che stessero prendendo molto seriamente quella opportunità che stavano vivendo. Da allora seguo lo scenario cinese, primo paese al mondo per numero di fumatori, consumo e produzione di tabacco, dove il tabagismo e’ piaga sociale di proporzioni colossali. Le loro politiche della salute a riguardo si sono evolute per gradi ma in tempi ravvicinati. Alcune grandi città come Tianjing e Pechino, già l’anno successivo al nostro incontro, emanavano divieti di fumare nei luoghi pubblici. Seguirono l’esempio altre città immediatamente dopo. Ora l’intera Cina è pronta a varare una legge nazionale che avrà un impatto su quasi un miliardo e mezzo di persone. Comincio a ritenere possibile, fino a prova contraria, che delegazioni di operatori italiani possano andare ad attingere esperienze cinesi in materia di competenze e determninazione nella tutela della salute pubblica.
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www.legatumori.it/new_pp.php?id=513&area=1005
www.gaianews.it/salute/anche-la-cina-vuole-vietare-fumo-nei-locali-pubblici/id=8996
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Parole fuorvianti producono fumo
di GIACOMO MANGIARACINA (Geanews)
La notizia battuta da Adnkronos il 2 marzo scorso, e ripresa da alcine testate italiane, porta questo titolo: Tumori: Veronesi, piu’ rischi da cattiva alimentazione che da fumo. E prosegue in questi toni:
“I tumori? Si prevengono partendo dalla tavola. A ribadirlo, tornando su un tema a lui caro, è l’oncologo Umberto Veronesi, ex ministro della Sanità e direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, intervenuto stamani al ciclo di incontri ‘Vivere in salute’ all’università Sapienza di Roma. Veronesi, numeri alla mano, stila una classifica dei fattori che rappresentano un rischio sul fronte tumori. La parte del leone spetta all’alimentazione “con il 35%” dei pericoli nell’innescare una neoplasia. Seguono “tabacco (30%), infezioni virali (10%), fattori riproduttivi (7%), attività lavorativa e inquinamento (4% rispettivamente)”. Cattiva alimentazione, dunque, ancor più pericolosa del fumo, da sempre sul banco degli imputati.” [...continua...]
Il paragone con il fumo e’ anomalo, nel senso che viene omesso il fatto che il fumo non e’ solo causa di tumori ma anche di gravi malattie cardio vascolari e respiratorie (BPCO) che portano a morte. Viene anche omesso che si devono anche attribuire al fumo i 30 mila decessi che avvengono ogni anno in Italia per tumore polmonare, area in cui l’alimentazione c’entra poco e niente. Non ce l’abbiamo certo con Veronesi, a cui va la nostra stima e anche il ringraziamento per aver presieduto per molti anni il comitato scientifico della rivista “Tabaccologia”. Quello che mi chiedo e’: possibile che i giornalisti presenti alla Sapienza per ascoltare il luminare non abbiano fatto una domanda pertinente nel merito e che Veronesi non abbia dato una risposta adeguata? Perche’ il problema risiede nella cominicazione della notizia e in quelle parole fuorvianti. Allora sia chiaro. Il Fumo (con l’iniziale maiuscola a definire l’eccellenza del problema) produce in Italia 80 mila decessi ogni anno e recluta 80 mila nuovi consumatori, ragazzi dai 14 ai 20 anni. Se consideriamo che i decessi da incidenti stradali sono 5 mila l’anno, si capisce il dramma di una sanita’ con i paraocchi.
La conclusione del pezzo e’ in perfetta sintonia con quanto abbaimo detto fin qui:
[.......] Buona abitudine, poi, portare a tavola “mirtilli e uva rossa” intesa anche come “vino: due bicchieri al dì – ricorda il direttore scientifico dello Ieo – uno a pranzo e l’altro alla sera, hanno un buon effetto protettivo”. Spazio inoltre a “fragole, tè verde, aglio verza, broccoli e pomodori”, perché la lotta ai tumori si combatte anche a tavola ed è bene tenerlo sempre a mente. Parola di Umberto Veronesi.
La questione dei mirtilli e dell’uva rossa “intesa anche come vino” depista eccome. Mirtilli nello specifico e frutta fresca in generale, insieme con le crucifere (cavoli, cavolfiori, broccoli, senape) rappresentano la migliore cura anticancro insieme con la riduzione del consumo di zucchero. Abbiamo in proposito appoggiato la campagna di Vita e Salute per la riduzione dello zucchero nelle merendine per ragazzi. Spostare l’attenzione sul vino in questo contesto e’ sbagliato perche’ non prende in considerazione il rapporto tra bevande alcoliche e altre patologie come quelle metaboliche, cardiovascolari e dell’apparato digerente. Sul vino il motto internazionale, condiviso dall’OMS e’: “Less is better”, “meno e’ meglio”.- – - -
http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Benessere/Tumori-Veronesi-piu-rischi-da-cattiva-alimentazione-che-da-fumo_311745237410.html
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