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da: Chietiscalo.it

E’ tanto difficile rispettare le norme e la buona educazione? Questo mi chiedo ogni volta che vado ad assistere al consiglio comunale.

Oggi è il 23 agosto, fa caldo, i condizionatori sono accesi, sia nella sala consiliare che nel corridoio. Un condizionatore è proprio vicino all’uscita di emergenza, quella che dà sulla scala antincendio, una portafinestra che questa estate ho trovato sempre aperta. All’interno della porta, proprio davanti, c’è un gettacarta-posacenere e poco più in là il cartello di “vietato fumare”.

Oggi la sala è piena, forse perchè la precedente seduta è andata “persa” per mancanza di numero legale. Il chiasso e il viavai sono di solito direttamente proporzionali alle presenze, ma oggi c’è una strana aria di tranquillità, almeno all’inizio della giornata, che si prevede lunga, a giudicare dai punti all’ordine del giorno.

La sala è fresca, il corridoio anche, la seduta comincia.

Comincia la discussione, prima un punto, poi un altro… qualcuno va “fuori tema”, ma tant’è, è la prassi….

Oggi è più fresco all’interno che fuori, e meno male, così le “eventuali” trasgressioni al divieto di fumo verranno sopperite dalla situazione climatica…

Infatti…

Ecco un paio di persone che fumano in corridoio, come al solito. Dentro, non fuori. Forse pensano che fumare vicino alla porta equivale a rispettare la legge… Ma sono lontani dalla porta, sono proprio sotto al cartello di divieto, non sanno leggere?

La porta è sempre aperta e l’aria fredda del condizionatore acceso per fortuna manda il fumo fuori, attirato dal calore esterno. E meno male che oggi è una bella giornata! Leggi il resto di questo articolo »


A volte ritornano. Almeno Marevivo e’ tornato a
fare da spalla alla Japan Tobacco avallando il “friendly marketing” tramite i posaceneri in plastica e alluminio, tascabili, lavabili e riutilizzabili (devono durare), elegantemente marchiati e sponsorizzati nella confezione con opuscolo che informa senza equivocare: “La Japan Tobacco International, leader nella produzione e nel marketing delle sigarette, lavora sempre in modo responsabile, nel rispetto dell’ambiente, promuovendo lo sviluppo del contesto sociale“. Questi messaggi, agganciati al posacenere tascabile, vengono diffusi a piene mani dai “volontari” di Marevivo. Era previsto dal programma della campagna “Il  mare non vale una cicca?”, con la benedizione (leggi patrocinio) del Ministero dell’Ambiente, delle Capitanerie di Porto, e col supporto del sindacato italiano balneari. Hanno pure una madrina giunonica, Manuela Arcuri, e prevedono di distribuirne 120 mila in 250 spiagge, dalla Liguria alla Sicilia a sostegno, dicono, di comportamenti eco-sostenibili. I conti se li son fatti, ma come al solito senza l’oste. Il fatto che il Ministero dell’Ambiente non sappia discernere la correlazione salute ambientale - salute individuale e collettiva non ci meraviglia. Che sul pacchetto non vi sia un numero di Quit-Line per aiutare i fumatori a smettere, ma che troneggi l’incoraggiamento JT a fumare ecologico, e’ cosa che sfugge a chi ha difficolta’ a distinguere un occhio da un ginocchio. Con l’ENEA abbiamo sollevato il polverone sul problema dell’inquinamento da cicche, ad inizio d’anno, con alcuni colleghi dell’università di Atene abbiamo pubblicato sull’argomento un articolo su un’autorevole rivista scientifica internazionale (1), e ho denunciato la questione nel network mondiale degli specialisti del tobacco control (2). Ma il problema delle cicche rimane un grande affare proprio per i produttori di sigarette. Noi denunciamo. Loro guadagnano. Altri ci fumano sopra annoiati.

(1) http://tobaccocontrol.bmj.com/content/19/3/259.extract

(2) www.gea2000.org/documenti/pdf/JTI_ashtray.pdf

Da: Tabagismo & PFC

I servizi italiani per la cura della dipenza da tabacco noti come Centri per il Trattamento del Tabagismo (CTT), sono circa 370. Di questi, 280 fanno parte del Sistema Sanitario Nazionale.

I modelli di intervento adottati sono basati su trattamenti integrati: couseling e farmaci, tra cui alcuni recenti e molto efficaci. I trattamenti di gruppo del tabagismo in Italia si basano su esperienze diverse, ma molto consolidate.

I dati di letteratura confermano l’alta efficacia di questo approccio, ma sono ancora insoddisfacenti le competenze degli operatori in questo particolare campo terapeutico. Insomma, e’ piu’ agevole per un medico il rapporto interpersonale col paziente, che affrontare un gruppo di fumatori. Di contro, lo psicologo si deve cimentare con un approccio terapeutico sensibilmente diverso rispetto alla psicoterapia di gruppo. Perche’ trattare un gruppo di fumatori non e’ affatto psicoterapia. Percio’ la formazione nel campo si rende necessaria per consolidare la preparazione degli operatori del CTT.

La Società Italiana di Tabaccologia, in collaborazione con L’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma, la Società di Psichiatria, Ecologia e Salute Mentale e il  centro Studi “La Fenice” si propone di colmare tale lacuna fra medici, psicologi e operatori della salute piu’ in generale. L’obiettivo e’ quello di fornire competenze di base a chi vuole iniziare a condurre gruppi, attraverso un percorso esperienziale fatto di roleplayng,  lavori di gruppo, confronto con conduttori esperti. Il livello della didattica, l’esperienza dei docenti e le loro provenienze permetteranno il contatto con modelli diversi e una panoramica ampia degli approcci possibili, tra i quali ciascun operatore sarà aiutato ad avvicinarsi a quelli più confacenti al proprio stile e alle proprie risorse.

Il corso proseguirà con momenti decentrati di supervisione da parte dei docenti, cosa che permetterà il consolidamento di esperienze sul campo e la promozione di iniziative cliniche nella conduzione dei gruppi. Inusuale ma accattiivante la sede, Bardineto, nell’entroterra Ligure fra Albenga e Finale Ligure, un luogo che fara’ parlare di se’ in tema di trattamento del Tabagismo.

L’iscrizione al corso va effettuata entro il 30 settembre 2010.

Scarica il programma: http://www.gea2000.org/documenti/pdf/corso_group_trainer.pdf

di Giacomo Mangiaracina
Si chiamano “MS Bianche” le nuove “leggere” di casa nostra. Si fa per dire, visto che e’ il mondo ha bandito la propaganda mendace delle sigarette “light” spacciate per meno dannose. Le MS, come le altre marche, parlano l’inglese della British American Tobacco, che con la Philip Morris controlla praticamente tutto il mercato del tabacco italiano. Sembra made in Italy la trovata delle “Bianche”. Un pacchetto nuovo e sconvolgente nel suo insieme. Si avverte la classe degli esperti del marketing e di fior di psicologi. La genialita’ sta nella presentazione e nel contenuto. L’involucro rassicura subito i coltivatori piu’ che i consumatori con la dicitura “prodotto in Italia con tabacchi selezionati”, attrae col suo candore e invita pure a giocare. La trovata dell’immagine stilizzata delle due dita incrociate e’ la giusta anticamera che da’ valore al contenuto: una specie di bugiardino bianco e azzurro, non come quello che la Philip Morris aveva introdotto alcuni anni fa in via sperimentale e che nuove norme governative vorrebbero reintrodurre, con l’elenco delle principali sostanze pericolose del fumo di tabacco. Il bugiardino MS non ha nulla a che vedere con tutto questo. E’ uno strumento di dialogo con il consumatore, un invito a considerare i 10 gesti piu’ rinomati della gestualita’ che ci ha reso famosi nel mondo. Carini al punto che verrebbe voglia di collezionarli come figurine della Panini. All’occhio del consumatore potra’ apparire una simpatica curiosita’, ai nostri appare una spudorata pubblicita’ ben studiata per riaffermare la sigaretta come strumento di comunicazione. Da sempre una sigaretta fra le dita parla. Dal segno di distinzione e di seduzione, all’ostentazione fallica, c’e’ tutto un mondo dentro, costruito ad arte, che noi esperti sappiamo leggere e disarticolare nei significati elementari. Anche la scritta voluta dalla Federazione Italiana Tabaccai, “I minori non devono fumare”, e’ un vero e proprio incentivo per chi desidera affrancarsi dalla condizione di “minore”. Perche’ gli “adulti” possono. Insomma prima ancora del danno alla salute e alla vita causato delle sigarette, va considerato il danno causato dallo stesso pacchetto, che si autopromuove spudoratamente e promuove il fumare. C’e’ materia per intervenire. I consumatori protestino e le autorita’ agiscano.
Fai un tour intorno al nuovo pacchetto: http://www.gea2000.org/ms.htm

di GIACOMO MANGIARACINA

“Hai visto lo spot del Ministero? Quello con Pozzetto e i bambini contro il fumo?… Proprio caruccio”. In una Italia disposta a incassare tutto oltre al fiasco dei mondiali di calcio, uno spot puo’ bastare. A cosa? A convincere la gente che lo Stato protegga i giovanissimi dal consumo di tabacco e droghe. Qualcuno in Parlamento avra’ avuto legittimi sospetti e l’interrogazione e’ scattata. La risposta del sottosegretario alla salute Eugenia Roccella da cui prendo in prestito qualche stralcio:

“Nei messaggi contenuti negli spot si è voluta richiamare in modo chiaro l’attenzione sulle principali patologie correlate al fumo (tumore, infarto, arteriosclerosi, eccetera). Una delle motivazioni principali dell’iniziazione al fumo e del mantenimento di questa abitudine è, infatti, la mancata percezione del pericolo reale per la propria salute”.

Dunque le brutte malattie causate dal fumo servirebbero ad incrementare la “percezione del pericolo reale”. E come ne e’ stata valutata l’efficacia?

“L’efficacia di questa fase della campagna è stata valutata per mezzo di una ricerca realizzata dall’Istituto «Euromedia Research», che ha evidenziato la riuscita dell’iniziativa e il gradimento dell’attore prescelto come protagonista, soprattutto tra i giovanissimi”.

Proprio così. L’istituto «Euromedia Research» avrebbe evidenziato la riuscita dell’iniziativa e il gradimento dell’attore. Ma a noi interessa piu’ il “cosa succede” proiettando lo spot. Sembra non succeda nulla. Dallo spot pubblicato dallo stesso Ministero su Youtube non si vede in coda alcun richiamo tipo numero verde o email per valutarne l’impatto in termini di accessi ai servizi di prevenzione e trattamento. Ergo, la gente e i ragazzi guarderanno lo spot. E basta. Ma quanto e’ costata questa operazione?

“Questo Ministero ha inteso destinare per la campagna di comunicazione contro il fumo, realizzata nel corso dell’anno 2009, intitolata «Il fumo uccide: difenditi!», una somma pari a euro 1.350.000,00, ricorrendo a fondi destinati all’informazione istituzionale”.

Spendere un milione e mezzo di euro, prelevati da qualsiasi fondo dello stato, per non ottenere risultati, e’ un errore blu. E’ un punto a favore della vendita e del consumo. E’ l’iniziativa ideale delle compagnie e dei rivenditori del tabacco. Loro investono somme maggiori per “educare i minori” a non fumare e hanno pure finanziato il Moige per veicolare progetti inefficaci. E’ proprio la formula che inganna. Educare a “non fare” disorienta anche un cervello abbastanza evoluto. Ingannare poi i cittadini spacciando uno spot caruccio per una “campagna” e’ errore altrettanto grave. Sichia, nel 2004 spese 13 milioni di euro per l’unica campagna tabagismo che sia mai stata realizzata. Duro’ due anni, poi il silenzio, fino agli strilli di questi giorni. Lo abbiamo rievocato con la Lega contro i Tumori il 13 gennaio scorso in un convegno all’Accademia di Storia Sanitaria di Roma e pubblicato su “Tabaccologia”. Si capisce, la crisi c’è e si vede dalla manovra finanziaria che taglia pesantemente fondi proprio alla LILT, unico ente pubblico fortemente impegnato nelle azioni di contrasto al tabagismo. Avremmo preferito che quel miliardo e 350 milioni di euro fosse andato proprio alla LILT. Avrebbe frutatto di piu’.

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Il testo dell’interrogazione parlamentare:

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Roma

Perché smettere di fumare

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